Il Tirreno

Grosseto

Commendone, in migliaia all’apertura

di Giovanna Mezzana
27 ottobre 2016 ore 11, il centro commerciale stracolmo (Foto Bf)
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27 ottobre 2016 ore 11, il centro commerciale stracolmo (Foto Bf)

Grosseto, quasi esaurito il parcheggio da 3.000 posti Il vescovo Rodolfo: «Non dimentichiamo i bisognosi»

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GROSSETO. È bastato dare un’occhiata al maxi parcheggio da 3.000 posti auto per misurare quanto i grossetani abbiano atteso il battesimo del fuoco della cittadella dello shopping aperta alle porte della città. È giovedì 27 ottobre: siamo al Commendone. Mancano pochi minuti alle 10, cioè all’apertura del nuovo centro commerciale a marchio Coop, e dobbiamo girare per minuti prima di scovare uno stallo libero e dopo aver trovato chiuso – transennato e presidiato dai Rangers – l’accesso da via Senese. Eccolo, finalmente: lasciamo l’auto davanti alla palazzina di Euronics. Alle 12, ad inaugurazione avvenuta, il 70-80% dell’area di sosta risulterà occupato. Non si esagera, dunque, se si dice che ieri diverse migliaia di maremmani hanno fatto tappa lì.

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Via libera. Sono le 10.04 e le porte si aprono: un fiume di persone entra e si guarda in giro: meraviglia. Sotto i piedi, grosse mattonelle bianco-grigio. Sopra la testa, è tutto legno. La “fiumana” approda alla “corte del cibo”. Siamo di fronte all’entrata “nobile” del centro commerciale. Qui si apre “Acqua e Farina”, il bistrot con cucina showcooking e vendita di pasta fresca del ristoratore grossetano Maurizio Cini. C’è La Piadineria, punto-ristoro per cibarie dal sapore romagnolo. E ci sono i ragazzi e le ragazze dell’Isis Leopoldo II di Lorena: sono sull’attenti; da lì a poco taglieranno decine di teglie di choco-mondo, la torta al cioccolato e mandorle simbolo gastronomico della giornata inaugurale. E ce ne sarà per tutti.

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Taglio del nastro. Il palco è pronto. Prende la parola Fabrizio Cremonini di Igd, la società emiliana che ha costruito la cittadella: presenta gli ospiti. «Oggi è una grande festa – dice il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna – Un evento bellissimo che ci proietta nel futuro». Ci sono le alte gerarchie di Unicoop Tirreno: «Devo dire grazie ai grossetani per averci aspettato tutti questi anni», quasi si scusa per la lunga attesa Marco Lami, presidente di Unicoop Tirreno, e che si rivolge «agli amici di Igd»; oltre ad essere «amici» sono anche i detentori, quotati in Borsa dal 2005, del patrimonio immobiliare di Coop Adriatica e Unicoop Tirreno. È il numero uno della società emiliana, il presidente del cda di Igd Gilberto Coffari ad informare che quello grossetano è il ventiduesimo centro commerciale realizzato nel Belpaese: «Non è il più grande – dice Coffari – ma è il più bello, e qui c’è il meglio dell’imprenditoria grossetana e dell’offerta commerciale locale».

Nomi locali. Dice bene Coffari. Al Commendone ci hanno investito diversi imprenditori locali: la famiglia Cini con il loro “Cini Group Food & Drink”, la famiglia di Andrea Guadagnoli, che da anni opera nel settore ittico e ha il merito di aver inventato l’hamburger di pesce; i gioiellerie grossetani Marco, Simone, Matteo e Michele Stoppa e Francois Mirolli, che hanno aperto lì due boutique.

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Il messaggio. A riportare tutti un po’ con i piedi per terra è il vescovo Rodolfo Cetoloni, che con parole molto più nobili di quelle che possiamo usare noi – lo traduciamo e non ce ne voglia – ha ricordato che quella era l’inaugurazione di un centro commerciale. Punto. Il tempio del consumismo – questo il vescovo non l’ha detto – pur custodito sotto il cappello rosso dell’universo cooperativo. «Oggi si realizzano venti anni di desideri e di impegno – riconosce il vescovo – Che questi traguardi non ci riempiano il cuore, ma ci spingano oltre. A desideri di bene e a non essere dimentichi di chi soffre».

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