Il presidio
«Servizi efficienti anche per i cittadini della zona sud»
Il sindaco Bellumori rivendica maggiore attenzione e spiega il suo voto contrario al Piano attuativo locale
CAPALBIO. Il Piano attuativo locale presentato mercoledì ai sindaci durante la conferenza zonale non è piaciuto ai primi cittadini che si sono astenuti dalla votazione. Unico a esprimere voto contrario è stato il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori.
I sindaci erano chiamati a dare un parere non vincolante sul Pal, uno strumento con cui l’azienda rende operativa la programmazione sanitaria e sociosanitaria delle tre ex Asl di Arezzo, Grosseto e Siena. Secondo Bellumori «il Piano attuativo locale, pur essendo condivisibile sotto alcuni aspetti di carattere generale, ha però degli aspetti critici dal punto di vista metodologico». Secondo il primo cittadino capalbiese avrebbe avuto molto più senso «conoscere la domanda sanitaria e sociale dei territori, cioè quello che viene chiamato Piano integrato della salute, al quale legare solo dopo gli indirizzi dell'azienda sanitaria». Bellumori ha ricordato che «Capalbio fa parte di un’articolazione zonale nella quale a suo tempo furono siglati dei Patti sanitari ai quali hanno fatto seguito dei tagli pur riconoscendo però che a oggi l’attuale dirigenza sanitaria sta cercando di trovare soluzioni in termini di programmazione e organizzazione». C’è però un punto che a Bellumori è saltato agli occhi ancora di più: «Nel documento - continua - ho trovato riportato che, nella rete ospedaliera, l’azienda di riferimento sia quella senese, così come ho trovato poco di garanzia il passaggio sulle reti di emergenza e del 118 che ricordo ad Arezzo c’è, a Siena anche e che a Grosseto invece è stato chiuso peraltro per accordi con l’azienda assunti non certo ora».
Bellumori ritiene che i sindaci che hanno preferito astenersi «sono rimasti evidentemente poco convinti. Il Comune di Capalbio ha respinto la filosofia delle linee più che la condivisione del documento di per sé, se vogliamo, anche banale». Adesso però Bellumori «aspetta l’azienda alla prova dei fatti nel momento in cui i buoni propositi indicati troveranno una reale attuazione». Il primo cittadino si augura che sia così e spera anche che le sue valutazioni siano errate. In primo luogo però la speranza più grossa è che le risposte della Asl tutelino i cittadini.
«In termini sanitari - conclude -i cittadini di questa area della provincia devono avere prestazioni uguali in termini di efficacia ed efficienza dei servizi così come avviene altrove». Rimane ancora aperto il nodo della mancanza del primario di chirurgia al San Giovanni di Dio di Orbetello che sembra sempre più destinato a focalizzarsi sulla chirurgia programmata piuttosto che per le vere emergenze per cui tutto potrebbe essere dirottato verso Grosseto.
Ivana Agostini
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