Il presidio
Il fango è ancora alla mia porta
Il pittore Fosco Tarsi: «Non ho mai voluto ripulire i vetri, per ricordare»
di FOSCO TARSI
Sono passati cinquanta anni, ma è impossibile dimenticare, per chi visse quei momenti.
La mattina del quattro novembre mi svegliai per recarmi nello stabilimento alimentare “Mamma Francesca” del mio cognato Frosolini poiché l’acqua delle abbondanti piogge aveva invaso tutti i locali. È lì che venni avvertito che la piena aveva già sfondato a Istia d’Ombrone. Così tornai a casa per avvertire che l’Ombrone stava uscendo dalla golena, di salvare il salvabile e le mie opere che erano nello studio al piano terra di via Fattori.
Nel frattempo portai la mia 500 sulle Mura, dove poi rimasi bloccato dalla piena. Quando riuscii a tornare, non volli rassegnarmi alla situazione, quindi con mio cognato Ivo, con furia, convenimmo di essere d’aiuto ai residenti con qualsiasi mezzo che galleggiasse. Per fortuna un residente del palazzo accanto, ci dette un ampio canotto e il mezzo per essere gonfiato. Con fatica, eravamo pronti e avemmo il coraggio di “imbarcarci” sul mezzo addirittura dalla finestra del primo piano. Sotto di noi vi era un torrente d’acqua alto almeno due metri.
Dovemmo imbarcare confezioni di latte, il più possibile, per poi distribuirle ai residenti lanciandole nelle terrazze lungo la via Fattori, prese al volo dai rispettivi abitanti. Rifornimento che effettuammo grazie a Mario Ferri, allora presidente della Provincia.
Quando le acque si ritirarono vidi nel mio studio quello che non avrei mai voluto vedere: quadri, litografie e vario materiale, tutto sbatacchiato contro il muro e il soffitto. Mesi di forte impegno artistico, tutto il mio lavoro cancellato. Da giorni stavo scegliendo alcune opere da portare a Firenze per una mostra alla Galleria Cavour, con il collega amico Mario Bambagini, che pure aveva perso tutta la sua produzione.
Ricordo indelebile. Non ho mai voluto pulire i vetri della porta d’ingresso, rimasti ancora sporchi di olio, solo per ricordare. Dopo cinquant’anni, le macchie sono lì, visibili, sulla porta ancora efficiente.
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