Il Tirreno

Grosseto

Addio Fondazione, Chigiotti si dimette

di Gabriele Baldanzi
Addio Fondazione, Chigiotti si dimette

Il presidente lascia l’incarico per «l’impossibilità di realizzare il programma progettato». Subentra protempore Venier

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GROSSETO. Martedì sera il presidente Giuseppe Chigiotti ha ricevuto una mail, firmata dai quattro membri del cda di Fondazione Grosseto Cultura. Toni sereni, taglio giuridico e alla fine una precisa richiesta: dare conto al più presto della mancata discussione e approvazione del programma triennale di bilancio, un atto previsto per legge, da predisporre nei primi 90 giorni di mandato, scaduti il 25 ottobre scorso.

Chigiotti, che già da un paio di settimane aveva maturato la decisione di dimettersi, ha letto questa mail come l’ennesima accusa, un atto di sfiducia. E ha deciso così di accelerare i tempi. Ieri mattina, alle 8,30, si è presentato in municipio per incontrare Antonfrancesco Vivarelli Colonna e consegnargli una lettera in cui spiega le difficoltà incontrate e molla l’incarico. L’ex presidente avrebbe raccontato al sindaco di una fondazione politicizzata, terreno di scontro politico. E poi della sfiducia avvertita fin dall’inizio, delle difficoltà di relazione con alcuni membri del cda (composto, va detto, solo da esponenti del centrodestra). Secondo i detrattori dell’architetto il dettagliato progetto culturale di Chigiotti non avrebbe mai avuto le gambe per camminare, cioè manca la base finanziaria. Ma il problema, in realtà, non è questo. Ieri, stanco probabilmente delle mille pressioni e polemiche che hanno caratterizzato l’ultimo mese, Chigiotti si è fatto da parte.

«Non ho nulla da dichiarare - risponde al telefono - l’unica cosa che dichiaro è la stima e l’affetto nei confronti del sindaco Vivarelli Colonna. Nient’altro. Il resto è scritto nella lettera che gli ho inviato, quelle sono le me dichiarazioni. Ho dato le dimissioni nell’impossibilità di realizzare il programma da me progettato». E alla domanda se volesse chiarire il perché di questa impossibilità, Chigiotti ha risposto: «No, ho già scritto tutto. Per cui, chi ha orecchie..». Stavolta, insomma, non si torna indietro.

Per questa ragione, già ieri pomeriggio, è stato cooptato Sebastiano Venier, il vicepresidente. Sarà lui, pro tempore, a condurre la Fondazione, a partire dal prossimo direttivo, fissato per venerdì 28 ottobre. Ieri lo stesso Venier, il vicesindaco Luca Agresti, le consigliere Alessandra Paolini e Simona Bertelli, chiamati, hanno preferito non commentare.

Per la cronaca, nell’ultimo mese Chigiotti era stato di nuovo al centro delle cronache. Aveva commissionato a Emilio Isgrò una scultura monumentale in bronzo alta 8 metri, da collocare in piazza Nassiriya a ricordo dell’alluvione del '66. Sulla ormai famosa farfallona, rimasta bruco, si era aperto un dibattito con centinaia di interventi e uno scontro politico tra centrodestra e Pd. Alla fine, a difesa di Chigiotti, erano scesi in campo il sindaco Vivarelli Colonna e il suo vice Agresti, ribadendo sostegno e stima per l’ennesima volta. Non è bastato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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