Italia
Ombrone, un convegno su passato e futuro
Due giornate, il 4 e il 5 novembre, promosse dal Rotary per fare il punto con gli esperti sul fiume. Fra rischio e opportunità
di ENRICO PIZZI
Il cinquantenario dell'alluvione che colpì Grosseto il 4 novembre del 1966 sarà ricordato nel corso di un convegno organizzato dal Rotary Club del capoluogo maremmano e che si terrà proprio il 4 e il 5 novembre prossimi, nel Teatro degli Industri.
Alluvioni e bonifiche nell’area sud della Toscana: questo il tema che sarà portato al centro dell’attenzione in questa due giorni dedicata alla riflessione sul rapporto tra la città e il fiume Ombrone.
«L’Ombrone – ha sottolineato il presidente del Rotary, Luigi Mansi – è allo stesso tempo vicino e lontano rispetto ai grossetani. Pochi sanno, infatti, che la città è nata proprio perché c’era il fiume, questa importante via che favoriva il commercio del sale, che Grosseto produceva, e sul suo rapporto con il territorio e con la città».
L'idea del Rotary, che ha trovato in questo la collaborazione del Consorzio Bonifica 6 Toscana Sud, è di riflettere sulle cause, idrogeologiche e normative, che furono all’origine dell’alluvione, fare il punto sulla situazione attuale dell’Ombrone e provare a vedere se il fiume possa o meno rivelarsi anche una risorsa per la città. I lavori inizieranno il 4 novembre, nel pomeriggio, alle 15. Dopo i saluti e la premiazione con la massima onorificenza rotariana, il Paul Harris Fellow, che sarà consegnata a Felice Caldora – membro dell’equipaggio dell’elicottero dell’Aeronautica militare che partecipò ai soccorsi – inizieranno gli interventi veri e propri con l’ingegner Franco Angotti, docente dell’Università di Firenze, che parlerà di collaborazione del Rotary con le istituzioni per l’ambiente e l’attenuazione del rischio idrogeologico. Il dirigente del Genio civile, Renzo Ricciardi, farà il punto sullo stato attuale dell’Ombrone; il professor Enio Paris, dell’Università di Firenze, interverrà sul governo del territorio ai fini della regimazione dei principali corsi d’acqua del sud della Toscana; il presidente del Tribunale di Grosseto, Giulio De Simone illustrerà l’evoluzione normativa relativa alla difesa del suolo; e la professoressa Anna Guarducci, dell’Università di Siena parlerà della storia delle bonifiche.
La mattina del 5 novembre, alle 10, sarà proiettato un film curato da Francesco Falaschi, che ha raccolto i racconti di numerosi testimoni di quell’alluvione e dei giorni che seguirono. Subito dopo saranno consegnate alcune borse di studio agli autori di tesi magistrali o di dottorato legate al progetto “Chiare, fresche e dolci acque”. La rievocazione dell’alluvione sarà conclusa la sera del 5 novembre, alle 21, nella cattedrale di Grosseto, con il Requiem in Re minore K 626 di Mozart eseguito dall’orchestra sinfonica Città di Grosseto insieme alla Corale Puccini, al coro polifonico San Nicola di Pisa e al Coro dell’Università di Pisa.
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