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«Non prestò soccorso» Comandante sotto accusa
Dopo un’avaria un’imbarcazione era rimasta a lungo in balia del mare Una nave l’aveva avvistata e aveva dato l’allarme ma non si era fermata
ISOLA DEL GIGLIO. Era stata una notte d’inferno per Stefano Pasquali, 30 anni, gigliese, titolare di un noleggio a Campese, quella tra il 29 e il 30 luglio 2014. Da solo su un’imbarcazione in avaria, senza mezzi per rientrare né per segnalare la sua situazione di difficoltà: niente telefono, niente radio. Uscito in giornata verso Talamone, era stato trovato soltanto all’alba del giorno dopo da una vedetta della guardia costiera le cui operazioni erano state coordinate da Gregorio De Falco, all’epoca capo del servizio a Livorno. Per quell’episodio c’è un imputato: il comandante di una nave da carico accusato di omissione di soccorso.
Teofilo Garcia, 54 anni, originario delle Filippine, quel giorno era al comando della motonave Bbc Chile. Al largo di Talamone non avrebbe prestato soccorso a Pasquali, che era rimasto in difficoltà dopo essere uscito alla guida della sua imbarcazione Mimi Cabin 24, vittima di un'avaria. Secondo l'imputazione, Pasquali era stato avvistato dalla nave mentre chiedeva soccorso ma la Bbc Chile non si era fermata, come invece avrebbe dovuto. L’indagine della capitaneria di porto aveva stabilito che Garcia aveva comunque dato l’allarme. Quel giorno, vi erano condizioni meteo severe: vento intenso, mare mosso e precipitazioni copiose.
Le ricerche erano scattate dal pomeriggio del 29 luglio ma si erano concluse solo dopo le 4 del giorno successivo, verso le Formiche di Grosseto. Fortunatamente, Pasquali stava bene, anche se aveva passato una nottata difficile a bordo di quell’imbarcazione non più lunga di 8 metri, proprio a causa delle condizioni meteo che avevano ostacolato anche le ricerche con il radar. Le correnti lo avevano trascinato avanti e indietro in quel tratto di mare. La capitaneria aveva fatto inizialmente accertamenti al porto del Giglio e dai testimoni aveva capito che qualcuno effettivamente era uscito, dando così avvio alle ricerche. Pasquali dal canto suo aveva cercato in tutti i modi di far capire il proprio stato di difficoltà, non solo sbracciandosi ma anche utilizzando i pochi mezzi di segnalazione a sua disposizione.
Il processo non è terminato: la prossima udienza è in programma a maggio.
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