Il Tirreno

Grosseto

Un giardino per leggere all’ex Ilva

di Giulia Sili
Un giardino per leggere all’ex Ilva

Progettato dal giovane paesaggista Kung Sang sarà presentato venerdì: rinasce anche l’orto del granduca Leopoldo

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FOLLONICA. Kung Sang è un giovane paesaggista che arriva dall’università di Huareng, nel sud della Cina, e con l’Irta Leonardo, l’istituto di ricerca sul territorio e l’ambiente, ha disegnato due nuovi spazi verdi per l’area dell’Ex Ilva: il primo è un nuovo giardino adiacente la biblioteca della ghisa, un luogo da dedicare alla lettura, il secondo è un progetto di recupero di quello che è stato l’orto del granduca Leopoldo II di Lorena.

I due progetti verrano presentati ufficialmente venerdì pomeriggio alle 17 nella biblioteca della ghisa alla presenza dell’Irta e di Kung Sang. L’Irta, che è formato da diversi dipartimenti dell’Università di Pisa e della Scuola Superiore Sant’Anna con lo scopo di studiare il territorio e l’ambiente in un’ottica multidisciplinare, umanistica e scientifica, da qualche mese collabora con il Magma di Follonica nell’ambito delle iniziative di valorizzazione e promozione culturale del museo.

Da questa collaborazione è nata l’idea per i due nuovi spazi verdi di Follonica. Si tratta di due lavori che Kung Sang ha svolto all’interno di un master di progettazione del giardino italiano a Pisa e che in parte ha visto coinvolta anche la popolazione di Follonica. Per qualche mese, infatti, il paesaggista ha fatto compilare dei questionari redatti da lui insieme all'Irta Leonardo agli utenti della biblioteca per capire gusti e necessità della comunità; da qui è partita la progettazione paesaggistica ed è nato il disegno per un giardino della lettura adiacente la biblioteca. Ma il ventitreenne ha anche studiato la storia di Follonica e ha pensato ad un progetto per riportare in vita quello che è stato l’orto follonichese del granduca Leopoldo II: un frutteto e uno spazio verde che si trovava recintato dietro la vecchia torre dell’orologio, uno giardino esclusivo isolato da quella che allora era una città fabbrica. Poco si conosce della storia di quello spazio che fino ad oggi è rimasto abbandonato e senza manutenzione, dai resoconti storici e scientifici dell'epoca è stato però possibile risalire alle piante lì coltivate: in particolare arboree ed erbacee aromatiche tipiche della macchia mediterranea. «Quello dell’orto è un progetto di riqualificazione – ha spiegato Tiziano Arrigoni responsabile del progetto di valorizzazione Irta-Magma – quello che vorremmo fare è riprendere le piante previste nel progetto di metà 800, che hanno un grande valore botanico, e ricreare uno spazio fedele a quello di allora». Per adesso però il progetto è realizzato sulla carta: «non ci sono ancora progetti esecutivi – spiega Arrigoni – si tratta di due idee che noi presentiamo per essere discusse insieme alla popolazione, per questo abbiamo creato l'incontro di venerdì. L'amministrazione comunale farà poi le sue considerazioni».

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