Il presidio
I “figli” di Anita si incontrano
Al negozio Bianchi raduno delle persone nate grazie alla levatrice
GROSSETO. I “figli” di Annita Ducci Sabatini, per tutti “Anita”, si ritroveranno domani, 26 ottobre, alle 18.30 nel negozio Bianchi via Tripoli per ricordare una figura cardine della loro vita e della storia di Grosseto.
La storica levatrice, che operò dagli anni Trenta alla prima metà degli anni Cinquanta del secolo scorso, è una figura molto cara alla città, ma ancor di più alle decine di grossetani che aiutò a nascere.
L’associazione “Amici di piazza Tripoli”, presieduta da Giuseppe Chigiotti, anche lui nato grazie ad Anita, nelle scorse settimane aveva lanciato un appello, anche attraverso Il Tirreno, per chiamare a raccolta tutti gli uomini e le donne che Sabatini aveva fatto nascere nella sua lunga carriera.
Nata il 19 settembre 1885 a Civitella, Anita si era trasferita a Grosseto in piazza Tripoli, al primo piano del civico 2. Intraprendente ed emancipata, negli anni Dieci del Novecento era andata a studiare Ostetricia all’università di Siena e nel 1912 si era diploma. Dal 1930 risulta iscritta all’albo professionale delle ostetriche.
Per lunghi anni, anni difficili, Anita non si risparmia. Ama il proprio lavoro, e le puerpere si fidano di lei. Non si contano i bambini e le bambine che ha fatto nascere. Muore nel 1955.
La sua carriera, il suo carisma, la sua umanità saranno ricordate domani nel corso della cerimonia, alla quale partecipanno, oltre a Chigiotti, la nipote dell’ostetrica, Flavia Nati, e il bisnipote Lupo, e alcuni dei “figli”.
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