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Cinquantamila euro per Amatrice Ma ancora in banca
Ad agosto il sindaco di Grosseto aprì un conto per il sisma «Verseremo a breve». Altri Comuni minori l’hanno già fatto
GROSSETO. Due mesi dopo il terremoto che ha devastato il Lazio, a che punto siamo nella consegna dei soldi raccolti in beneficenza in Maremma e destinati alle zone colpite? Se vari sindaci di vari comuni più piccoli hanno spedito già da tempo (o portato personalmente a destinazione) i proventi, nel comune capoluogo i soldi sono ancora in banca nel conto corrente che il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna aprì a caldo e in tempo record dopo il terremoto. I soldi raccolti tra centinaia di grossetani sono ancora fermi.
«Saranno versati comunque e brevissimo» risponde subito il sindaco, che motiva il tutto con il fatto che «la raccolta fondi non è ancora finita ma è continuata a oltranza finora. Per questo, ricevendo ancora soldi, abbiamo voluto aspettare».
Dalla notte del sisma avvenuto la notte tra il 23 e il 24 agosto (oggi due mesi esatti) in Maremma come altrove sono nate e proliferate tantissime iniziative per aiutare la popolazione terremotata. Associazioni, volontari, amministrazioni, partiti politici e cittadini semplici si sono dati da fare con cene e raccolte varie per aiutare chi aveva perso parte la casa. A settembre una serata alla Cava (958 panini più donazioni per un incasso di 4.500 euro) e un’altra al Cassero (900 piatti cucinati e 400 grossetani partecipanti per un incasso di circa 7.000 euro) hanno fruttato 11.500 euro. Pochi giorni prima un’altra cena in piazza Dante ha raccolto 3.721 euro. Tutto finito sul conto corrente che era stato aperto dal sindaco alla Banca della Maremma «per dare subito un aiuto concreto». Il conto è tuttora aperto e raccoglie 48.057,73 euro non ancora consegnati. Perché? «Non abbiamo ancora versato l’incasso - risponde Vivarelli Colonna - perché abbiamo avuto tante iniziative anche recenti e ci siamo dati un po’ di tempo per vedere se la raccolta fondi potesse raggiungere una cifra superiore. Ogni settimana monitoriamo i contributi e finché il trend è crescente abbiamo pensato che fosse inutile versare i soldi per poi riceverne altri. Per esempio a inizio ottobre c’è stata una partita di baseball per Amatrice... Entro novembre verseremo comunque tutto e lo verrete a sapere».
In altre zone vari comuni minori hanno già provveduto. A Massa Marittima sono stati raccolti oltre 6.000 euro durante una cena organizzata dall’associazione carabinieri che ha consegnato tutto attraverso l’Arma. A Montieri il sindaco ha consegnato a mano oltre 7.000 euro al collega di Amatrice. A Scarlino il consiglio comunale ha inviato 1000 euro. A Gavorrano l’Auser sta portando avanti iniziative ma ancora non c’è una cifra precisa. Il Comune di Capalbio ha promosso una raccolta fondi per Accumoli e ha consegnato 17.328,87 con una delegazione composta dal sindaco Luigi Bellumori e dall’assessora Giulia Pipi, da rappresentanti di associazioni e due volontari Croce Rossa. Altre iniziative si sono sparse tra Orbetello e Argentario; per esempio a Porto Santo Stefano due giorni dopo il sisma un gruppo di persone ha organizzato una raccolta di generi di prima necessità - dice Stefano Sapori - «che abbiamo subito portato a destinazione con furgoni». Sull’Amiata il Comune di Santa Fiora ha deliberato per i terremotati 10.000 euro già spediti e altre iniziative di in corso. Il Comune di Castel del Piano deve ancora portare tutto a destinazione: ha raccolto 23.500 euro e ha deciso di destinarli a due imprenditori. Domani partiranno l’assessora Romelia Pitardi, il parroco don Gianni Lanini e Michele Bartalini, consigliere di minoranza.
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