Il presidio
Acqua sotto accusa, dai tubi sgorga gialla
Albinia, la protesta di un cittadino a Mi manda Raitre: nel mirino qualità idrica e continue spese
ORBETELLO. «L’acqua è un bene prezioso». Così si dice invitando a non sprecarla, e così dicono anche alcuni utenti riferendosi alle bollette salate che spesso trovano nelle loro cassette della posta.
Del “caro acqua” ha parlato ieri la trasmissione televisiva Mi manda Raitre, durante la quale alcuni utenti della provincia di Massa hanno parlato delle loro bollette alle stelle, finché non è intervenuto telefonicamente un cittadino orbetellano, Primo Gattari, che ha protestato per la qualità dell’acqua che sgorga dal suo rubinetto. Gattari abita nella zona del Guinzone, alle porte di Albinia. Qui ha la sua azienda agricola e la sua famiglia gestisce da anni un agriturismo. «Paghiamo l’acqua del Fiora - sottolinea lui - ma quella che arriva nelle nostre case non è l’acqua del fiume Fiora bensì quella di un pozzo. Paghiamo dei soldi per avere un’acqua che è fango». Gattari ha riportato all’attenzione un vecchio problema della sua zona ma anche delle zone limitrofe. A volta, anche in passato, è successo che dai rubinetti uscisse acqua non proprio limpida ma di un colore tendente al giallo. «Non metto in dubbio che sia potabile - continua Gattari - nemmeno che non vengano fatti tutti i controlli di rito. La realtà è però una: questa acqua è brutta e non si può bere». L’uomo segnala l’eccessiva durezza dell’acqua e la presenza del calcare che lo costringe a sostenere molte spese nella sua attività. «Dobbiamo fare una manutenzione continua - spiega - Ogni mese dobbiamo cambiare i filtri dei rubinetti e spesso anche i telefoni delle docce perché i fori si otturano. Spesso capita di dover intervenire con gli ospiti nelle camere perché dobbiamo fare i lavaggi delle tubature». Nella sua zona ci sono anche altri cittadini che si lamentano per la qualità dell’acqua.
«Io ci parlo con i miei vicini - dice - c’è chi cambia spesso la caldaia, chi cerca di addolcire l’acqua e renderla meno dura l’acqua, insomma tutte spese aggiuntive che dobbiamo sostenere nonostante si paghino cifre molto alte in bolletta. I controlli ci saranno di sicuro ma la qualità lascia a desiderare». Sono in molti, anche in altre zone, come quella di Polverosa, del Priorato e del Guinzone che hanno smesso da tempo di bere l’acqua del Fiora.
«Spesso non ci si può nemmeno cucinare - sostiene Gattari - Nemmeno cuocere la pasta». In trasmissione era presente il direttore generale di Gaia che gestisce il servizio idrico di parte della Toscana, Paolo Peruzzi, che ha risposto a Gattari. «Il Fiora - ha detto in trasmissione Peruzzi - gestisce il servizio idrico dal 2002 e ha fatto molti investimenti. L’acqua non viene tutta dal fiume Fiora ma anche dai pozzi ma sono rispettate tutte le norme di sicurezza perché i controlli sono serrati sia da parte del gestore che della Asl. Certi episodi possono succedere ma sono sporadici». Fatto sta che Gattari spende non solo per l'acqua ma anche per le manutenzioni.
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