Il Tirreno

Grosseto

Spariti i soldi delle casette dell’acqua

di Francesca Gori
Spariti i soldi delle casette dell’acqua

Dipendente sotto accusa: la polizia municipale ha depositato in Procura le immagini delle telecamere di videosorveglianza

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GROSSETO. Potrebbe essere una guerra tra i “polli di Renzo”, quelli che si becchettano solo per darsi fastidio oppure il susseguirsi di furti che hanno svuotato le casse delle casette dell’acqua installate dal Comune insieme all’Acquedotto del Fiora in tre zone della città. Quello che è certo è che la polizia municipale ha portato le immagini delle telecamere di videosorveglianza alla Procura che per ora non ha emesso alcun avviso di garanzia. Al centro di questa storia infatti ci sarebbe un dipendente del Comune vicino alla pensione, che sarebbe stato accusato di essersi messo in tasca i soldi delle casette dell’acqua. L’uomo si occupa delle manutenzioni per conto del Comune ma non aveva le chiavi della cassetta dove vengono introdotti i soldi per il prelievo. Ma all’ufficio Economato, qualche mese fa, sono cominciati i sospetti perché i conti non tornavano più: da quelle cassette i soldi erano spariti e le cifre non sarebbero nemmeno bassissime.

L’amministrazione comunale ha deciso di installare le telecamere di videosorveglianza in via Germania, vicino alla chiesa di Santa Lucia e al Pizzetti e all’inizio di settembre le immagini dell’impianto sono state consegnate dalla polizia municipale alla Procura. Immagini che mostrerebbero un uomo prendere appunto quei soldi.

Il dipendente comunale contro il quale è stato puntato il dito ha deciso di rivolgersi all’avvocato Alessandro Antichi ed è stato chiamato anche a rispondere alla commissione disciplinare. «Non è stato preso alcun provvedimento contro il mio cliente - spiega Antichi - perché per farlo servirebbero prove che ad oggi non ci sono. La Procura non ha ancora emesso l’avviso di fine indagine e noi non abbiamo potuto vedere i video che sono stati consegnati alla Procura». Non ci sarebbe infatti un decreto di sequestro probatorio a carico dell’uomo che, durante l’audizione in commissione disciplinare, ha negato ogni tipo di addebito.

L’amministrazione quindi non ha potuto fare altro che lasciare il dipendente al proprio posto. Ora la palla è passata nelle mani della Procura che dovrà verificare il contenuto dei filmati dell’impianto di videosorveglianza che è stato installato proprio dopo che l’Economato si era reso conto di quegli ammanchi.

Le cassette dove finiscono le monete non erano nemmeno dotate di chiavi: sono state trovate praticamente scassinate. Ora tocca alla Procura fare chiarezza: a indicare il dipendente come autore di quei furti sarebbe stato infatti un collega dell’uomo con il quale non correrebbe buon sangue.

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