Il Tirreno

Grosseto

Parcometri, sei assoluzioni «Non ci fu turbativa d’asta»

di Pierluigi Sposato

Sorano: il giudice De Vincenzi ha stabilito che mancano prove sufficienti Erano finiti sotto accusa i rappresentanti di Sis, Gestopark e Parkeon

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SORANO. Tutti assolti dal reato di turbativa d’asta per i parcometri di Sorano, gara a cottimo fiduciario per la gestione risalente al 2009. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Gian Marco De Vincenzi, che ha stabilito che «non esistono prove sufficienti della sussistenza del fatto» nei confronti dei sei imputati.

Sono i rappresentanti della Sis srl (Adello Baldoni amministratore, Diego Bartocci e Giuseppe Bartocci dirigenti), della Gestopark srl (Massimo Garrore legale rappresentante, Valeria Garrone dipendente) e della Parkeon spa (Vezio Maggioni legale rappresentante), difesi dagli avvocati Francesco Falcinelli, Paola Conti, Franco Aglietto e Marco Ventura. Al termine di un dibattimento iniziato nel 2014 e caratterizzato anche (nell’ottobre dell’anno scorso) da un’integrazione del capo di imputazione, la viceprocuratrice onoraria Fidelia Dompetrini aveva chiesto la condanna a 1 anno e 2 mesi con 800 euro di multa ciascuno. Solo Giuseppe Bartocci era presente all’ultima udienza.

Dal procedimento era uscito già all’epoca dell’udienza preliminare (estate 2014) l’allora responsabile del servizio di polizia municipale, Alberto Pellegrini. Secondo l’accusa, Baldoni avrebbe concordato con Pellegrini la procedura di gara e le ditte da invitare, tra cui anche ditte che non si occupavano di quei servizi oppure collegate alla Sis come la Parkeon, nonché la percentuale spettante al Comune sugli incassi (il 50%). Baldoni, i Bartocci e i Garrone avrebbero concordato le offerte da presentare (Gestopark 50,5%, Sis 51%) e avrebbero concordato una lettera di disinteresse alla gara spedita - da un’impiegata non identificata - a firma Maggioni al Comune. Il 23 marzo 2009, Pellegrini aveva aggiudicato l’appalto alla Sis durante l’apposita seduta di esame delle offerte, compiuta alla presenza di testimoni. Nel giugno successivo, i verbali erano stati approvati e l’appalto era stato formalizzato. La Procura ipotizzava anche le aggravanti del fatto commesso da persona preposta dall’autorità della procedura di gara e del fatto commesso da più di 5 persone in concorso tra di loro.

Sempre a quell’udienza preliminare si erano separate le strade del maxifascicolo, che in seguito agli accertamenti della polizia stradale comprendeva tre amministrazioni comunali, per le quali i pm Stefano Pizza e Salvatore Ferraro ravvisavano irregolarità nell’affidamento dei servizi, a causa di presunti accordi preventivi: una parte del fascicolo (quella appunto relativa al Comune di Sorano) era andata a giudizio, l’altra (Manciano e Scarlino) era terminata con un «non luogo a procedere» pronunciato dal giudice Marco Bilisari. Per Manciano e Scarlino erano indagati ancora Baldoni e i due Bartocci. In ciascuna amministrazione erano poi coinvolti i funzionari comunali che si erano occupati della pratica, anche loro scagionati dal giudice dell’udienza preliminare.

Il giudice si è riservato di far conoscere le motivazioni della sua decisione entro quaranta giorni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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