Il Tirreno

Grosseto

Addio a Equitalia, ma non alle multe

Francesca Ferri
Addio a Equitalia, ma non alle multe

Salta la rottamazione delle cartelle per i verbali della Municipale: il Comune di Grosseto evita una perdita da un milione

4 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Il tesoretto si aggira intorno a un milione di euro all’anno e nella mattina di sabato 22 ottobre, a precisa domanda, l’assessore al Bilancio del Comune di Grosseto rispondeva che «sì, la notizia della rottamazione delle cartelle e della cancellazione delle sanzioni è positiva per chi ha preso le multe, ma io, che guardo a con diffidenza a questa forma di condono, sono un po’ contrario».

Il “condono” alla fine non c’è stato. O, meglio, non c’è stato del tutto. Sempre sabato, intorno alle 17.30, è arrivata la notizia che tra le cartelle esattoriali di Equitalia da rottamare, in vista dello scioglimento dell’agenzia, non ci sono più quelle relative alle multe. Il testo del provvedimento su “Disposizioni urgenti in materia fiscale per il finanziamento di esigenze indifferibili” specifica che tra i carichi esclusi dall’operazione compaiono anche «le sanzioni amministrative per violazione del Codice della strada».

La rottamazione resta solo per gli interessi e le maggiorazioni, in quest’ultimo caso pari al 10 per cento semestrale.

Il Comune di Grosseto tira un sospiro di sollievo. Un po’ meno i cittadini, che dovranno continuare a pagare le sanzioni. A Grosseto in un anno quelle applicate sulle multe staccate dalla Municipale e andate a ruolo ammontano a circa un milione di euro.

Sono sanzioni che i cittadini devono pagare in più, rispetto alla multa, per non averla saldato subito, e che in un primo tempo il governo aveva incluso nell’operazione rottamazione delle cartelle di Equitalia.

Sarebbe spettato ai Comuni decidere se rinunciare a questi soldi, dando il via libera alla rottamazione per i propri cittadini, oppure non concederla, lasciando le cose come stanno.

Il conto è presto fatto. Secondo dati del Comando della polizia municipale, dal 1º gennaio al 30 giugno 2016 i vigili urbani hanno fatto in tutto 12.230 multe, tra preavvisi (cioè il foglietto rosa lasciato sul parabrezza in caso di divieto di sosta ad esempio) e verbali (ad esempio quelli per eccesso di velocità).

In tutto, da queste 12.230 multe, il Comune avrebbe dovuto incassare un milione e 679.889,34 euro. La stima è un po’ al rialzo perché in realtà c’è un 30-35 per cento di cittadini che pagano entro cinque giorni per usufruire dello sconto del 30 per cento.

Ad ogni modo per il primo semestre dell’anno il Comune ha incassato in realtà appena il 50 per cento del dovuto. Solo 6.814 persone, infatti, hanno regolarmente pagato entro i 60 giorni dalla notifica, versando al Comune 864.859,71 euro, circa la metà di quanto il Municipio si aspettava.

Tra chi non paga c’è, ovviamente, chi contesta la sanzione e tenta di farsela annullare. In questo caso la multa viene “congelata” in attesa del verdetto del giudice. Molti, però, sono quelli che non pagano entro i 60 giorni e la cui multa finisce a ruolo. È qui che si apre il capitolo rottamazione che faceva gola a molti cittadini.

Passati i due mesi dalla notifica scatta, infatti, una serie di sanzioni e balzelli che, nel caso delle multe per infrazioni al codice della strada, fanno lievitare la multa del 50 per cento.

Attenzione, però. Questo 50 per cento non finisce nelle casse di Equitalia, la “vituperata” agenzia di riscossione che tante critiche si è vista piovere addosso in questi anni e che ogni area politica, da destra a sinistra senza distinzioni, ha nel tempo minacciato di chiudere.

Equitalia, che ora pare davvero arrivata al capolinea (sarà sciolta e dal 1º luglio 2017 al suo posto sarà istituito un ente pubblico economico, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione), incassa solo il 6 per cento di cosiddetto aggio, cioè le spese per la pratica. Il grosso delle sanzioni finisce nelle casse del Comune.

Insomma, il cittadino pizzicato dall’autovelox con il piede un po’ pesante sull’acceleratore e che riceve una cartella Equitalia dovrà pagare, oltre alla “sorte”, ovvero la multa vera e propria, e al già citato aggio per Equitalia, anche la maggiorazione per ritardato versamento, la pena pecuniaria per mancato versamento e la mora (che dallo scorso aprile è stata ridotta dal 6% al 4,13%). Se la multa, mettiamo, era di 100 euro, con questi ingredienti lievita a 150 euro. E i 50 euro vanno al Comune.

Tornando ai dati del primo semestre sulle multe staccate nel territorio comunale di Grosseto, e ipotizzando che lo stesso dato si registri anche nel secondo semestre, in tutto le multe che finiscono a ruolo in un anno ammontano a circa 1,6 milioni di euro. In totale, però, quando tutti avranno saldato il conto, il Comune incasserà 2,4 milioni, cioè 1,6 di multe vere e proprie più 800.000 euro (il 50 per cento del totale) di sanzioni. La proiezione, in questo caso, è sottostimata, visto che nel secondo semestre ricadono anche luglio e agosto, i mesi dove la Municipale fa in assoluto più multe, per l’aumento della popolazione.

Insomma un milioncino di euro alla fine nella casse del Comune ci arriva. E proprio sulla scorta di questa bella cifra ieri mattina l’assessore Giacomo Cerboni, rispondendo al Tirreno, manifestava le sue perplessità sulla rottamazione. «Sicuramente per Renzi è un bel promo elettorale per il referendum e per il suo futuro politico – diceva –. Ma per noi rischia di far saltare i bilanci». Il Comune aveva previsto una riunione mercoledì per decidere se accettare la rottamazione e rinunciare a incassare le sanzioni. Ormai non ce ne sarà più bisogno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera