Il presidio
«Ti saluteremo guardando oltre l’orizzonte»
La salma di David Bellini resterà in Spagna Gli amici gli dedicano una pagina su Internet
GROSSETO. La città degli angeli è lontana anni luce dalla provinciale Grosseto. È la città di Jack Kerouac, quella finita al centro del Grande Lebowsky, quella scelta dal Quentin Tarantino delle Iene e di Pulp Fiction. È la città fatta di 48 sobborghi cantata dai Red Hot Chili Peppers e raccontata da James Ellroy, la città dove splende sempre il sole e che David Bellini aveva scelto, anni fa, per inseguire quel sogno americano che non era fatto di una valigia di cartone piena di sogni ma di una cultura cosmopolita che il quarantatreenne aveva impressa nel suo Dna.
Era stato lui, il 15 luglio, a raccontare il dramma che stava vivendo, su Facebook: «Tre mesi fa, ho pensato che i miei nemici erano Donald Trump e Ted Cruz, ma poi ho dovuto capire che ho un nemico molto più pericoloso: linfoma. Negli ultimi 3 mesi ho lottato con chemioterapia e ieri abbiamo appreso che la massa nei polmoni si è ridotto, ma un’altra grande massa che avevo nel cervello è cresciuta per tornare a dimensioni analoghe, dopo essere stato rimosso solo 3 mesi Fa. La vita è cambiata completamente, ora, e ovviamente ci auguriamo che tutto questo dolore e la paura scomparirà nel prossimo futuro. Prego tutti voi, miei cari amici, il tifo per me! È tutto ciò che voglio, solo il tifo per me».
David non ce l’ha fatta. È morto in Spagna, dove era arrivato da poco, quando le sue condizioni di salute erano peggiorate. E sarà il Paese d’origina della sua compagna Olga ad accogliere la salma di David, che non tornerà a Grosseto. I suoi genitori sono volati da loro figlio, mentre in città la notizia della morte di David ha spento i sorrisi dei tanti amici lasciati qua, nella provincia maremmana che lui amava e allo stesso tempo prendeva in giro.
«David Bellini se n’è andato in silenzio, lontano anni luce dalla sua città, dagli androni dei quartieri popolari dove era cresciuto, dalle aule del liceo scientifico, dove aveva rotto tante volte le scatole alla serietà un po’ borghese della Grosseto “bene”, col suo eterno atteggiamento da goliarda in sordina», scrivono gli amici che hanno passato l’infanzia e gli anni spensierati del liceo con lui. Le strade delle loro vite si erano separate: c’è chi è rimasto a Grosseto, c’è chi si è trasferito altrove. Lui che aveva scelto di raccontare con le immagini e le parole la vita e le sue sfumature aveva scelto Los Angeles, la città dove il sole splende tutto l’anno. «Aveva un spirito di osservazione acuto per le situazioni umane divertenti e scanzonate, ma leggere e senza tanti strascichi morali - dicono ancora - Per questo ha cominciato ad amare la sceneggiatura cinematografica e televisiva, scrivendo per le principali reti televisive italiane. Ha scritto anche molto altro, e la sua testa piena di idee gli ha suggerito un giorno di cogliere l'occasione oltre l’Atlantico e le praterie, a Los Angeles, dove regna l’industria che trasforma i sogni in pellicola. E in quelle rive brulicanti di uomini e di mezzi, ha speso i suoi anni ad inseguire il sogno di chi non ha altri capitali da investire se non la propria personalità, e il bagaglio leggero delle proprie idee.Chissà se avrebbe voluto tornare nella sua stretta Grosseto almeno per l'ultimo viaggio. Pare invece che la sua leggerezza gli impedisca di toccare questa terra. Pazienza. Quando vorremo salutarti, guarderemo sopra l'orizzonte».
Un saluto pesante come il macigno che gli ex compagni di liceo di David portano sul loro cuore, oggi. Gli amici, quelli con i quali giocava a baseball sotto casa o i personaggi della tv come Marco Liorni. Oggi non c’è differenza tra loro, ma solo una pagina Internet per ricordarlo. Una bacheca fuori da Facebook e dai social network dove lasciare un ricordo, quello di un uomo che aveva realizzato il suo sogno, lontano da qui, dove aveva lasciato quel seme di amore e amicizia che continuerà a germogliare.
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