Il Tirreno

Grosseto

Sparò al carabiniere dopo la rapina: condannato a 30 anni

A 27 anni si è visto arrivare un’ordinanza che rischia di cambiare per sempre la sua vita. In primo grado infatti, il tribunale di Grosseto lo aveva condannato a 8 anni e 8 mesi di carcere, che stava...

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A 27 anni si è visto arrivare un’ordinanza che rischia di cambiare per sempre la sua vita. In primo grado infatti, il tribunale di Grosseto lo aveva condannato a 8 anni e 8 mesi di carcere, che stava scontando a Spoleto. Ma dopo la sentenza d’appello, per Stefan Cusnir è arrivata la doccia gelata: dovrà scontarne 30.

Il ragazzo di origini romene, insieme ad altri tre complici era stato arrestato il 3 agosto 2010 dopo un conflitto a fuoco con i carabinieri a Santa Liberata: il ragazzo, allora ventiquattrenne, sparò contro l'appuntato scelto Gianfranco Di Fruscio e al processo che si è svolto con rito abbreviato, aveva dovuto rispondere appunto anche del reato di tentato omicidio, oltre a porto di armi clandestine, rapina aggravata in banca e rapina a un passante. La procura d Grosseto ha quindi notificato in carcere a Spoleto un'ordinanza a trent'anni di reclusione con fine pena marzo 2040 determinata dal cumulo di tutte le condanne che pesano sulle spalle del giovane che, dopo essere stato arrestato e portato al carcere di Regina Coeli di Roma, era anche riuscito a evadere.

Il 3 agosto 2010, Stefan Cusnir insieme ad altri tre complici prese d'assalto la filiale del Monte dei Paschi di Capalbio e poi spararono ai carabinieri che li avevano intercettati nella fuga a Santa Liberata. Tentato omicidio nei confronti dell’appuntato e di un carabiniere, rapina da 61.460 euro dopo aver rinchiuso il personale e la clientela della banca in una stanza, rapina di una Fiesta per la fase due della fuga e porto abusivo di tre pistole clandestine le imputazioni per le quali i componenti della banda furono processati con lo sconto previsto dalla scelta del rito abbreviato. All'udienza preliminare davanti al giudice Valeria Montesarchio, la pena più severa era toccata appunto a Stefan Cusnir, romeno di 24 anni, Massimiliano Farroni, romano di 42 anni, Simone Bernardi, romano di 37 anni.

Più lieve (6 anni) quella toccata a un altro romeno Paul Emilian Surleanu, 30 anni, ritenuto il basista della

rapina e colui che aveva reperito l'appartamento dove i rapinatori furono catturati poco dopo il conflitto a fuoco. I quattro erano stati arrestati in un appartamento del Campone dove si erano rifugiati dopo aver esploso contro i carabinieri 14 colpi di pistola. (f.g.)

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