Il Tirreno

Grosseto

il processo per il tentativo di uccisione

«Mai sparato ai gatti Anzi, ne ero il custode»

ROCCASTRADA. «Io non ho mai sparato a un gatto in vita mia». Romano Bartalucci, 78 anni, lo dice chiaramente al giudice Giovanni Muscogiuri davanti al quale è aperto un processo per un tentativo di...

2 MINUTI DI LETTURA





ROCCASTRADA. «Io non ho mai sparato a un gatto in vita mia». Romano Bartalucci, 78 anni, lo dice chiaramente al giudice Giovanni Muscogiuri davanti al quale è aperto un processo per un tentativo di uccisione di animali (una gatta dal manto grigio maculato), un presunto sparo in luogo abitato che sarebbe avvenuto a Piloni di Roccastrada nel giugno 2013.

Bartalucci ieri si è fatto interrogare da imputato per respingere le accuse, originate dalle dichiarazioni di un vicino di casa, Luca Iacente, («era appoggiato alla catasta e aveva puntato l'arma contro i gatti: aveva un silenziatore», aveva detto), e ha anzi specificato di essere uno dei custodi della colonia felina. Bartalucci ha ricordato che poco prima dei fatti contestati erano avvenuti degli episodi strani, come ad esempio il fatto di aver trovato rovesciati i piatti nei quali veniva messo il cibo per i gatti. Ha ricordato che con i vicini c’erano stati degli attriti, al punto che una parente abitante nello stesso luogo era andata dai carabinieri per farne oggetto di denuncia. Ha ricordato che il vicino aveva chiamato la polizia municipale per far spostare la colonia felina, all’epoca non riconosciuta. E la figlia di Bartalucci, sentita anch’ella in aula, ha spiegato di aver registrato lei la colonia e di aver indicato il padre e la zia come custodi.

Ma è vero che aveva un’arma quel giorno? Sì, ha risposto Bartalucci: ma un’arma non più adatta alla caccia, era una carabina vecchia di cinquanta anni che lui aveva portato in paese per capire se c’era qualcuno interessato ad acquistarla.

Del resto, ha ricordato la difesa (avvocato Alessandro D'Amato), l’arma non è mai stata sequestrata e sottoposta a perizia per capire se avesse sparato, i carabinieri non avevano recuperato né bossoli, né silenziatori e non erano state trovate tracce di sangue: e tantomeno la carcassa di un gatto. Lo aveva sottolineato anche il maresciallo dei carabinieri ascoltato nell'udienza precedente.

Chiusa la fase delle testimonianze, adesso è il momento delle conclusioni: la discussione finale è fissata per la metà di novembre. (p.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera