Il presidio
Sentenza geotermia, è ancora polemica
ARCIDOSSO. La querelle “centrali aperte sì, centrali aperte no” per i ragazzi del comprensivo di Arcidosso, continua a far discutere. I quattro genitori che hanno applaudito alla decisione della...
ARCIDOSSO. La querelle “centrali aperte sì, centrali aperte no” per i ragazzi del comprensivo di Arcidosso, continua a far discutere. I quattro genitori che hanno applaudito alla decisione della dirigente Patrizia Matini di non portare i ragazzi a visitare le centrali geotermiche di Enel green power a Bagnore, continuano a far polemica dopo aver appreso di una recente sentenza del Tribunale di Grosseto.
Nello stesso momento in cui si apriva la diatriba dei genitori (Michele Nannetti, Alberto Lazzeretti, Giovanni Baggiani e Cristiana Manzi), il tribunale di Grosseto si esprimeva sui rischi dello sfruttamento geotermico nella sentenza che chiudeva la causa civile di primo grado per diffamazione e con richiesta danni di Enel green power contro Pino Merisio, militante di Rifondazione comunista a Santa Fiora ed esponente di Sos Geotermia.
I genitori acchiappano al volo alcuni passaggi di quella sentenza e così si esprimono, invocando il principio di ragionevolezza e di precauzione.
«Oltre ai numerosi dibattiti che si susseguono sull’argomento geotermia da anni – dicono i genitori – anche nella sentenza vengono evidenziate alcune “preoccupazioni” in ordine a tale sfruttamento geotermico, seppure in regola da un punto di vista normativo».
Nell’atto giudiziario, rammentano, il medico e consulente tecnico d’ufficio nominato dalla giudice ha evidenziato e richiamato in modo ufficiale come riguardo alle emissioni, ad esempio, del radon il contributo della centrale «è minimo ma non nullo, il che legittima quantomeno una preoccupazione», dicono citando la sentenza. Anche su anidride carbonica, metano e ammoniaca il Ctu ha confermato che a Bagnore sono elevate, mentre su acido solforico e mercurio ha scritto che «i parametri... necessitano di un’attenzione particolare per i soggetti più sensibili». Sull’arsenico il Tribunale osserva che se è una caratteristica del territorio «ciò costituisce comunque motivo particolare nel considerare l’impatto su di essa di ipotetiche fonti ulteriori».
Forti anche di questo giudizio ufficiale, dunque, i genitori sottolineano come la decisione della dirigente di non portare i ragazzi in visita alle centrali sia stata elogiata non solo da loro, ma anche da molti genitori che hanno commentato su Facebook. (f.b.)
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