Il presidio
Nuove barriere, un flop Il mare si mangia la spiaggia
Follonica, dopo la bufera sparisce l’arenile dal fosso Cervia fino al Golfo del Sole I balneari sono sgomenti, la giunta Benini passa la palla a Provincia e Regione
FOLLONICA. Prima mareggiata autunnale e la spiaggia a sud del fosso Cervia sparisce. Le immagini non mentono, quelle stesse immagini che riportano al passato, al periodo quando, di fronte al golfo, non c’erano ancora le barriere a mare, messe a protezione del litorale.
Venerdì su Follonica si è abbattuta una vera e propria bufera: acqua e vento hanno caratterizzato l’intero pomeriggio e la serata del 14 ottobre, tanto che il sindaco, vista l’entità del maltempo, ha deciso di chiudere per precauzione le scuole cittadine di ogni ordine il giorno successivo, sabato. Ma più che il vento a Follonica si è abbattuto un forte temporale, quindi il mare non era proprio in tempesta, come era accaduto invece in altre occasioni. Eppure, nonostante la mareggiata non sia stata delle più forti, l’arenile del tratto di costa che dal fosso Cervia arriva al Golfo del Sole è completamente sparito, specialmente nel punto di spiaggia libera tra lo stabilimento balneare Giardino Beach e l’arenile di competenza della struttura ricettiva gavorannese, Il Pelagone.
Le onde hanno mangiato letteralmente la sabbia, arrivando in alcuni punti fino alla staccionata di protezione della duna.
Ora, se fino a due anni fa, questa era una consuetudine, non dovrebbe essere così oggi, visto che i lavori anti-erosione costiera – in quel tratto di litorale – sono conclusi e quindi il mare, anche se in tempesta, non dovrebbe riuscire a superare le barriere soffolte e arrivare a lambire la spiaggia.
Insomma, è un incubo che ritorna, un incubo soprattutto per gli operatori economici del settore balneare, che in quelle spiagge hanno la loro attività.
Ma qual è il problema, almeno a giudizio di chi da anni vive il litorale e ne conosce bene le caratteristiche? Le barriere, posizionate pochi mesi fa dalla ditta incaricata dalla Provincia di Grosseto ad occuparsi del mega progetto dal valore totale di svariati milioni di euro, sono poco profonde e non riescono a reggere la forza delle onde. «I dieci metri – spiegano gli operatori – di spessore delle scogliere sommerse non bastano a proteggere la spiaggia, dovrebbero essere molto più robuste per poter davvero difendere la costa. Il rischio è che alle prossime mareggiate il problema si ripresenti e allora sarebbero soldi spesi non nel migliore dei modi: forse c’è qualcosa da rivedere nell’intervento. Adesso aspettiamo delle risposte dagli enti che hanno competenza».
Sono affermazioni che lasciano poco al caso e che arrivano dritte al punto. Ora la questione è che in questi giorni è ripartito il cantiere per l’opera appunto di salvaguardia della costa: gli operai sono già al lavoro a sud della foce del Cervia, mentre nella parte nord inizieranno, condizioni meteo permettendo, la prossima settimana.
I vertici comunali ai quali è stata sottoposta la questione dell’erosione hanno rimandato la risposta ai tecnici provinciali, che hanno seguito il progetto, e alla Regione Toscana, quale attuale referente capo dell’intervento. In pratica: non essendo l’amministrazione la responsabile principale del piano anti-erosione, Palazzo civico, in questo caso, preferisce mantenere il riserbo e passare la questione agli enti superiori. Gli operatori hanno comunque inviato le foto al Comune del golfo, che a questo punto le girerà alla Provincia e alla Regione Toscana.
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