Il Tirreno

Grosseto

Fuori tre postini su quattro, servizio ko

di Fiora Bonelli
Fuori tre postini su quattro, servizio ko

A Santa Fiora e dintorni rimane da due settimare opera solo un portalettere. Corrispondenza in ritardo, esplode la rabbia

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SANTA FIORA. Il postino non suona nemmeno una volta. Deve correre e non ce la fa a suonare a tutti. «Dei quattro postini previsti per l’ufficio postale di Santa Fiora, per consegnare le corrispondenze ai cittadini di Santa Fiora, Selva, Bagnore, Cana, Vallerona, da due settimane circa ne mancano ben tre e di conseguenza ne è rimasto uno a operare in piena solitudine».

La denuncia arriva dal segretario provinciale di Confsal comunicazioni, sindacato autonomo lavoratori postelegrafonici, Doriano Orlandini, che fa sapere di trovarsi «ancora costretto a dover denunciare i disservizi che la maggior parte dei cittadini del comprensorio di Santa Fiora stanno vivendo da due settimane circa». Per Orlandini in queste settima c’è «un vero e proprio disservizio di proporzioni insostenibili... causato da Poste italiane».

Santa Fiora, Selva, Bagnore, Cana, Vallerona è l’ampia zona coperta dal servizio di quattro portalettere di cui da tempo mancano tre elementi. «Ingenti quantitativi di corrispondenza sono fermi nell’ufficio di recapito nell’indifferenza totale della dirigenza di Poste italiane – incalza il segretario provinciale Orlandini – e i cittadini non sanno più a che santo debbono rivolgersi per poter appropriarsi delle loro missive e ai quali non è la prima volta che, a causa di questa interminabile disorganizzazione societaria, vengono consegnate raccomandate, pacchi e bollette scadute, incorrendo in aggravio di spese per ritardato pagamento».

Continua, insomma, il disagio dei piccoli borghi per il disservizio postale, per ottenere il quale è stata lunga la battaglia condotta un paio di anni or sono dalle popolazioni e dai sindaci, che sono arrivati fino al Tar per vedersi assicurati i servizi degli uffici postali. Adesso gli uffici ci sono, la maggior parte a giorni alterni o anche meno, però mancano i postini. «Ci troviamo di fronte a una politica aziendale del tutto incomprensibile – chiosa Orlandini – che da un lato spinge nella trasformazione del postino tradizionale in quello telematico, investendo fior di quattrini per l’innovazione tecnologica necessaria e dall’altro lato non investe in risorse occorrenti per far sì che tale strumentazione venga giornalmente usata. Siamo, purtroppo, di fronte a un’azienda che nonostante abbia alle spalle ben 150 anni di monopolio, dove il recapito è stato un servizio di sua esclusiva, a quest’oggi non ha ancora capito come deve funzionare».

Orlandini definisce le decisioni aziendali «non oculate per un’azienda che dovrebbe fare dell'efficienza e della puntualità una delle proprie carte vincenti».

Sulla vicenda, Poste Italiane non replica né chiarisce e, anzi, fa sapere che la linea nazionale dell’azienda è quella di non rispondere in alcun modo quando si tratta di prese di posizione sindacali. Risposte che poste non deve certo al giornale, ma dovrebbe, invece, ai cittadini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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