Il Tirreno

Grosseto

follonica

Lottizzazione all’ippodromo Parte una richiesta al ministro

Lottizzazione all’ippodromo Parte una richiesta al ministro

FOLLONICA. L’ippodromo dei Pini è al centro di una interrogazione al ministro della giustizia Andrea Orlando. La vicenda dell’impianto sportivo sulla Sarzanese è in mano all’autorità giudiziaria da...

2 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. L’ippodromo dei Pini è al centro di una interrogazione al ministro della giustizia Andrea Orlando. La vicenda dell’impianto sportivo sulla Sarzanese è in mano all’autorità giudiziaria da anni: Fratelli d’Italia con il suo esponente alla Camera, il deputato Edmondo Cirielli, ha presentato una istanza al guardasigilli per riaccendere i riflettori sull’ippodromo follonichese e sul procedimento penale in corso che vede coinvolte tre legislature di centrosinistra, dal governo di Emilio Bonifazi, passando per quello di Claudio Saragosa e finendo a quello di Eleonora Baldi.

«A quanto sappiamo – dicono da Fratelli d’Italia – il procedimento, a causa di rinvii vari, sta arrivando al traguardo della prescrizione, una bella soddisfazione per gli imputati, un dramma per la città perché non sapremo mai se vi siano state delle illegittimità, e, nel caso in ci vi siano state, chi siano i responsabili. Per questo il circolo follonichese ha voluto andare a fondo di questa storia, presentando alla Camera dei deputati, per mano di Cirielli, una interrogazione».

Nell’atto si ripercorre la storia delle foresterie dell’ippodromo, le 167 abitazioni costruite dentro l’impianto sportivo che dovevano essere destinate solamente a persone coinvolte nell’attività ippica e non ad esterni.

«Due sono le ipotesi di reato: abuso d’ufficio e lottizzazione abusiva – si legge nell’interrogazione parlamentare – Il processo è stato più volte rinviato, fino ad oggi senza arrivare nemmeno a una sentenza di primo grado: così ci si avvicina ai limiti della prescrizione».

Ed ecco la domanda ad Orlando: «Il ministro non ritiene necessario assumere iniziative normative che accelerino i tempi della giustizia – conclude Cirielli – ed evitino che possano verificarsi situazioni in cui l’accertamento delle responsabilità rischia di essere vanificato per effetto delle lungaggini del sistema giudiziario».

(p.v.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera