Il Tirreno

Grosseto

Abbattuta l'acacia di via Mazzini, protestano gli abitanti

Francesca Ferri
L'acacia di palazzo Mensini: ieri rigogliosa, oggi tagliata di netto (foto Agenzia Bf)
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L'acacia di palazzo Mensini: ieri rigogliosa, oggi tagliata di netto (foto Agenzia Bf)

L'albero era cresciuto spontaneo nel cortile dell'ex Chelliana. Il Comune: "Era diventato pericoloso"

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GROSSETO. Il rumore delle motoseghe si è infilato attraverso le finestre delle case di via Mazzini di buon mattino. «Lì per lì non ci abbiamo fatto caso. Si sente spesso in questa zona, di solito dalle Mura», dice un’abitante del posto.

La mattina di martedì 18 ottobre, però, il rumore arrivava dalla strada ed è bastato affacciarsi per vedere gli operai mandati dal Comune indaffarati intorno all’imponente acacia che da sempre faceva ombra dal piccolo fazzoletto di terra di fianco a palazzo Mensini, ex sede della biblioteca Chelliana e del liceo classico, poco prima dell'incrocio con via De Calboli.

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Uno a uno hanno abbattuto tutti i cinque tronchi che si stagliavano dal ceppo e salivano su altissimi. «Mi sono sentita morire», dice ancora la donna.

La “colpa” dell’acacia è stata quella di aver rotto il muretto di recinzione sul quale, negli ultimi tempi, si era “adagiata”, affaticata dal peso delle sue fronde. Questo albero, fino a oggi enorme, era infatti nato spontaneo come si capisce dalla sua conformazione (non un unico fusto ma cinque polloni) e come conferma anche il Comune di Grosseto. Non aveva mai conosciuto, insomma, la mano dell’uomo, mai una potatura o un taglio mirato, mai un puntello per raddrizzarlo. "Sarebbe bastata un po' di manutenzione, delle potature mirate negli anni, e si sarebbe potuto salvare", dice ancora la donna.

Un albero lasciato a se stesso, dunque. E questo se da un lato viene sottolineato anche dagli abitanti della zona come una mancanza da parte delle varie amministrazioni che si sono succedute in questi anni, dall’altro dà la misura di cosa sia l’area di palazzo Mensini: un luogo pressoché abbandonato da oltre vent’anni.

«Era un albero cresciuto spontaneo e il problema è che dovevamo operare sul muretto – spiega l’assessore ai Lavori pubblici e alle manutenzioni Riccardo Megale – e non solo. Lì vicino c’è un quadro e si era venuta così a creare una situazione di pericolo. Abbiamo dovuto abbatterlo».

Questo viene confermato anche da alcuni operatori della zona, i quali però tengono anche a far presente che l’intera area intorno a palazzo Mensini è da tempo un ricettacolo di sporcizia, erba incolta, calcinacci. Insomma, sarebbe necessario, se non un immediato intervento di sistemazione del palazzo, almeno una pulizia di fondo.

Quanto all’albero, gli abitanti di via Mazzini dovranno abituarsi a fare a meno del verde. «Se verrà piantato un albero nuovo? Certo non lì, magari in un parco», conclude Megale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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