Il Tirreno

Grosseto

Cede la strada del Mulinello rifatta dopo l’alluvione 2012

di Ivana Agostini
Cede la strada del Mulinello rifatta dopo l’alluvione 2012

Magliano in Toscana, il torrente Patrignone ha rotto gli argini, l’acqua ha sollevato ed eroso l’asfalto. Il sindaco: «In quel punto furono eseguiti lavori, qualcuno deve assumersi le proprie responsabilità»

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MAGLIANO IN TOSCANA. La Strada del Mulinello, siamo a Magliano in Toscana, è chiusa: il torrente Patrignone ha rotto gli argini. È successo la notte di venerdì durante il violento nubifragio che si è abbattuto un po’ ovunque in tutta la provincia di Grosseto. La strada che collega il borgo di Magliano a Colle di Lupo – e che per alcuni metri passa sopra il Patrignone – è stata completamente invasa dall’acqua del torrente. Si tratta di una strada che era stata riasfaltata dopo l’alluvione del 2012 e di un attraversamento sul torrente Patrignone che era stato rifatto a seguito di quel cataclisma.

Via l’asfalto. La furia delle acque non solo ha spazzato via parte dell’argine invadendo il campo vicino, ma ha divelto anche un grosso pezzo di asfalto che è rimasto adagiato sopra il resto del manto stradale. L’acqua, che proveniva dalla parte a monte del torrente e che si è riversata sulla strada, ha portato sul piccolo ponte una grandissima quantità di legna che ha raccolto durante la sua corsa verso la foce. Il legname giace accatastato sul bordo della strada, ed evoca terribili ricordi.

Il guado. Lo scenario su quella strada riporta tragedie alla mente. In altre due occasioni, durante l’alluvione del 2012 e del 2014, l’esondazione di torrenti provocò vittime ed è stato solo un puro caso che venerdì nessuno stesse transitando sulla strada del Mulinello. La piena del fiume ha travolto tutto all’altezza di quella specie di guado: non si tratta infatti di un vero e proprio ponte.

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Cantieri nel 2012. I lavori di ripristino della strada erano stati fatti nel 2012, proprio dopo l’alluvione di San Martino. Adesso, nel giorno in cui si ricordava le seconda alluvione e a quasi quattro anni dalla prima, si assiste all’ennesima tragedia sfiorata e all’ennesima opera pubblica da rifare. «A distanza di quattro anni – dice il sindaco di Magliano Diego Cinelli – si deve ripartire da capo. Ho già avvisato il Consorzio di bonifica e domani mattina (stamani per chi legge) faremo un sopralluogo perché in questo punto il problema deve essere risolto definitivamente, non si può pensare di rischiare, ogni volta, la vita delle persone. Fino ad ora – continua il sindaco – è andata sempre bene. Nel 2014 questa zona venne risparmiata dalla pioggia. Periodicamente, però – spiega – il personale del Consorzio stradale viene qui e toglie tutto ciò che si deposita davanti ai tubi che sono stati messi quando questo passaggio sul Patrignone è stato ripristinato nel 2012. Credo però che non sia corretto che il Consorzio stradale si debba sostituire al Consorzio di bonifica.

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Il nodo da sciogliere. Cinelli vuole risolvere il problema. «O si fa un ponte – dice – ma credo che si tratti di un’opera troppo impegnativa economicamente, o si realizza il guado. Nel 2012 la strada è stata sistemata, sono stati messi dei massi ciclopici e adesso devono di nuovo essere spesi soldi pubblici per rimettere tutto a posto». L’acqua ha infatti distrutto l’argine che dovrà essere ripristinato, ha eroso altri punti, fatto buche e divelto la strada. Ha portato via l’asfalto da una parte e ha iniziato a scavarlo in altri punti».

Soldi pubblici spesi. «Qui qualcuno deve assumersi le sue responsabilità – ribadisce Cinelli – ma nel frattempo i cittadini pagano vedendo spendere ancora soldi pubblici e pagano anche un grosso disagio logistico dovendo percorrere chilometri in più di strada per arrivare sul posto di lavoro o per accompagnare i figli a scuola».

I disagi. Sono circa una quindicina le famiglie che non possono usare la strada chiusa al traffico dal sindaco. «Stiamo lavorando a una viabilità alternativa che permetta di limitare il disagio e che prevede il passaggio dentro una proprietà privata, quella di Mantellassi, che però ci ha concesso il suo terreno». La strada era stata chiusa in piena notte venerdì senza che, a causa del buio, si vedesse la reale portata del danno. All’alba l’amara sorpresa. «Ora basta – conclude il primo cittadino – bisogna trovare una soluzione che risolva il problema definitivamente».

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