Il presidio
Scuola, 300 posti ancora vacanti
Il provveditore: «I dirigenti scolastici possono assegnarli». Ma i ricorsi allungano i tempi delle chiamate
GROSSETO. Ci sono ancora trecento posti liberi nelle scuole maremmane. Tante sono le cattedre – intere o spezzoni – ancora vacanti: dalle primarie agli istituti superiori. Il dato arriva dall’Ufficio scolastico provinciale: e porta con sè la garanzia dell’attendibilità. Per gli insegnanti precari rimasti a casa, questi posti non ancora assegnati rappresentano l’ultima chance per aggiudicarsi un contratto di lavoro, pur a tempo determinato: si tratta infatti di supplenze annuali. Che c’è ancora da aspettare per riempire tutte le caselle e garantire un organico completo – è ciò che si chiedono molti genitori – ad un mese esatto dalla prima campanella? C’è chi dice – i Cobas, ad esempio, lo dicono – che è colpa dei presidi che se la prendono comoda: spetta infatti ai dirigenti scolastici distribuire le ultime briciole rimaste. In effetti la responsabilità dei ritardi non è tutta la loro: o meglio, non lo è in tutti i casi. Andiamo con ordine e con la consapevolezza, però, che ad oggi non c’è una data che indichi il termine entro il quale tutti i tasselli andranno (o dovranno andare) al loro posto. E anche questa è la Buona Scuola, dicono i detrattori della riforma dell’istruzione messa a punto, in tandem, dal premier Matteo Renzi e dal ministro Stefania Giannini.
Tante briciole. Il 6 ottobre sono state assegnate le supplenze annuali riservate a chi era inserito nelle cosiddette Graduatorie a esaurimento (Gae), cioè chi è già abilitato all’insegnamento ma è ancora precario. A questo giro, secondo i Cobas, c’erano a disposizione complessivamente 700 posti. Del totale «sono rimaste da assegnare circa 300 supplenze annuali, tra tutte le scuole di ogni ordine e grado» informa (su richiesta del Tirreno) Giacomo D’Agostino, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale. Parliamo dunque di molti posti a disposizione, anche perché la Gae, graduatorie appunto che vanno all’esaurimento, sono ormai poco affollate.
Il ruolo dei presidi. A questo punto la palla passa ai presidi, che dovranno assegnare le cattedre vuote pescando dalle cosiddette graduatorie di istituto, elenco in cui un insegnante precario, non ancora abilitato, figura perché, valutando di non avere altre chance, ha fatto esplicita richiesta di essere inserito lì. «Prevedendo che i tempi si potessero allungare – osserva D’Agostino – già il 14 settembre, con una circolare, ho dato il via libera ai dirigenti di assegnare le cattedre». E allora perché ci sono ancora trecento posti liberi? «A causa anche del contenzioso – precisa D’Agostino – dei ricorsi e delle sentenze», che possono far scalare posti in graduatoria a qualche docente, facendo però retrocedere qualcun altro. Insomma, una giungla, tant’è che i Cobas Scuola Grosseto hanno di recente puntato il dito contro il fatto che alcuni presidi «fanno assegnazioni in base a graduatorie non aggiornate alla luce delle sentenze.
Il nodo. La domanda è: quando tutti i nodi saranno sciolti e tutte le caselle riempite? Il provveditore è franco: «Io credo che nel giro di breve dovrebbe andare tutto a posto – osserva – ma i tempi non riesco a prevederli».
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