Il presidio
Turismo bianco in agonia Papi: «Serve un rilancio»
MONTE AMIATA. La spruzzata di neve, regalo del primo inverno amiatino, romantica quanto si vuole, proprio non ci voleva: non ci voleva adesso. Gli operai dell’Isa impianti, una delle tre società che...
MONTE AMIATA. La spruzzata di neve, regalo del primo inverno amiatino, romantica quanto si vuole, proprio non ci voleva: non ci voleva adesso. Gli operai dell’Isa impianti, una delle tre società che gestisce sull’Amiata gli impianti di risalita del versante grossetano e la tenuta delle piste, proprio martedì stavano lavorando con gli escavatori sulle discese del monte Amiata e con macchinari per il controllo delle seggiovie. E si sono trovati dentro la nevicata che è scesa sulla montagna oltre i 1.200 metri di altezza: «Speriamo sia stata una nevicata propiziatoria – commenta Stefano Papi che guida e coordina i lavori per l’Isa Impianti – ma a parte questo, era meglio se non fosse scesa. I nostri operai hanno dovuto lavorare sotto la neve che: era meglio per dicembre».
Papi non ha detto un mese a caso (dicembre) e ha messo il dito nella piaga di un problema che c’è davvero. Dal 2000, infatti, solo tre inverni, hanno regalato agli sciatori dell’Amiata un Natale bianco che è quello che poi vorrebbero tutti gli appassionati e gli operatori economici del turismo bianco amoatino.
Oltre a tutto ci sono state, tra le ultime, tre stagioni terribili, compresa quella dell’anno scorso, praticamente senza neve naturale e con solo copertura artificiale quando le temperature erano adeguate: «Stiamo col fiatone – spiega Papi – Da soli, come società impiantistica, non ce la facciamo a reggere. L’anno scorso per l’innevamento artificiale, la battitura delle piste e il resto del servizio ci abbiamo rimesso. Bisogna trovare la quadra. Non a caso – continua – in questo momento è aperto un tavolo anche con le pubbliche amministrazioni: deve essere chiaro che il turismo invernale non può essere assicurato solo dalle nostre forze, ma anche il pubblico deve dare una mano. Vogliamo trovare una soluzione ecco perché si stanno svolgendo incontri tra le rappresentanze dell’Unione comuni Val d’Orcia, comuni di Castel del Piano e Seggiano, che sono i proprietari della montagna, insieme con le società impiantistiche, Isa, Amiata impianti, Due cime. L’obiettivo finale – continua – è quello di arrivare ad una gestione unitaria della montagna e ad una omogeneizzazione dei servizi gestiti da un ente terzo. In ogni caso per quest’anno garantiremo l’apertura, uno skipass unico per i due versanti e – aggiunge Papi – nelle intenzioni c’è anche uno skipass di area. Insomma, ad esempio, per un principiante che vuole sciare solo alle Macinaie, potrebbe essere interessante uno skipass ad hoc, più leggero nel costo e più utile alle sue esigenze».
«Sono molti i problemi per il turismo bianco amiatino – commenta il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci – ci sono tre società che devono trovare accordi, c’è il problema dell’acqua che rifornisce il laghetto per l’innevamento artificiale, e altri ancora. Di incontri ne abbiamo fatti molti, adesso dobbiamo e chiudere il cerchio».
Intanto nel giro di breve saranno pubblicate le tariffe degli skipass, stagionali, settimanali, giornalieri e orari.
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