Il presidio
Supplenze annuali D’Agostino accetta la richiesta dei Cobas
Il dirigente dell’ufficio scolastico dice sì alla giornata unica per l’assegnazione agli insegnanti degli ultimi posti vacanti
GROSSETO. Scuola, si cambia. C’è il via libera dell’Ufficio scolastico provinciale alla convocazione unificata anche per l’assegnazione delle supplenze annuali. Parliamo di quelle cattedre o spezzoni di esse che vengono attribuite agli insegnanti precari dai presidi, scorrendo le cosiddette graduatorie di istituto. Ha dato insomma i suoi frutti la manifestazione del 6 ottobre, promossa dai Cobas Scuola Grosseto, con cui molti docenti hanno chiesto più trasparenza nell’assegnazione di questi posti, che quest’anno sono tanti: si parla di qualche centinaia, circa 500 secondo i Cobas.
Martedì il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale (Usp) Giacomo D’Agostino ha ricevuto una delegazione di insegnanti per parlare di una richiesta di cui i Cobas si erano fatti portavoce: organizzare convocazioni unificate anche per l’ultimo giro di cattedre vacanti, che sarebbero così assegnate sì dai presidi, ma tutte in una solo giornata; pratica usata annualmente per i posti dei colleghi delle Gae (graduatorie ad esaurimento, cioè chi è abilitato all’insegnamento ma è ancora precario). Così si garantirebbe più trasparenza nell’assegnazione, secondo i Cobas, e si eviterebbe che un insegnante di Follonica, per esempio, accetti oggi una cattedra al Giglio per scoprire domani che ce ne sarebbe stata una per lui a Castiglione; disguidi che accadono ogni anno, visto che i presidi convocano gli insegnanti a cui spetta la supplenza annuale con la propria tempistica.
«Abbiamo riscontrato massima disponibilità da parte dell’Usp – scrive in una nota Giuseppe Follino, portavoce Cobas Scuola Grosseto – Manca solo il via libera dei dirigenti ad attuare la convocazione unificata già da quest’anno, mentre il dirigente dell’Usp si è impegnato per il prossimo».
«Succede invece – continua la nota – che dirigenti chiamino i supplenti con graduatorie non aggiornate in base a sentenze (frutto dei ricorsi, ndr), con il possibile aprirsi di altri contenziosi; scuole che tardano a chiamare a danno di studenti e famiglie o che hanno difficoltà a trovare docenti» quando ci sono prof che non aspettano altro che essere chiamati. «Ogni diniego o perplessità di qualche preside – concludono – dovrà essere giustificato».
Giovanna Mezzana
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