Il presidio
Schettino si rivolge alla Cassazione
FIRENZE. L’ex comandante della nave Costa Concordia, Francesco Schettino, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro la condanna a 16 anni di reclusione e un mese di arresto inflittagli...
FIRENZE. L’ex comandante della nave Costa Concordia, Francesco Schettino, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro la condanna a 16 anni di reclusione e un mese di arresto inflittagli dalla Corte di appello di Firenze il 31 maggio scorso per il naufragio dell’isola del Giglio che ebbe come conseguenza 32 morti, oltre a numerosi feriti e traumatizzati e danni materiali ingenti.
I suoi difensori hanno depositato il ricorso all’ufficio impugnazioni esterne presso il tribunale di Napoli e chiedono l’annullamento della sentenza.
I giudici di appello, presidente Grazia D'Onofrio, erano rimasti chiusi in camera di consiglio per oltre otto ore, dopo dieci udienze, prima di emettere il verdetto. Otto ore per stabilire che nonostante l’appassionata difesa degli avvocati partenopei dell’ex comandante, Saverio Senese e Donato Laino, nulla poteva mutare nel giudizio espresso a suo tempo dai colleghi grossetani.
I difensori avevano sollecitato l’assoluzione ma anche la riapertura del dibattimento. La Procura generale aveva invece chiesto un inasprimento della pena inflitta in primo grado, addirittura 27 anni. «La richiesta anni non mi sembra spropositata per fatti così gravi, ai limiti del dolo eventuale», «sono morte 32 persone ed è stata messa a repentaglio la vita di oltre quattromila»: aveva detto all’epoca il sostituto pg presso la Corte d’appello di Firenze, Giancarlo Ferrucci, che aveva sostenuto l’accusa in secondo grado.
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