Il Tirreno

Grosseto

L'INTERVISTA

«È una lezione di ecologia e di autonomia»

Francesca Ferri
«È una lezione di ecologia e di autonomia»

Lucia Cuni, specializzata in Pedagogia clinica, spiega perché è importante scegliere il mezzo pubblico

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GROSSETO. «Lo scuolabus è un momento di socializzazione molto importante. E ci vedo anche un discorso ecologico che rientra nell’ambito educativo».

La dottoressa Lucia Cuni, strabuzza gli occhi davanti ai dati della irrisoria percentuale di alunni grossetani che usa lo scuolabus, nemmen il 4 per cento (vedi articolo sopra). Laureata in Scienze della formazione primaria e specializzata in Pedagogia clinica, ha nel curriculum consulenze educative a genitori, bambini e scuole e decine di progetti soprattutto nell’area di Manciano e Pitigliano. Ed è mamma di due bambine.

«Mamma mia…», si lascia scappare incredula di fronte alla percentuale irrisoria dei piccoli grossetani che vanno da soli a scuola.

Dottoressa Cuni, che differenza c’è per un bambino tra essere accompagnato in auto a scuola o usare lo scuolabus?

«Lo scuolabus permette al bambino di vivere il momento del distacco in maniera diversa. Non viene lasciato nelle quattro mura dell’aula, ma vive un momento divertente, un pre-passaggio, da farsi ovviamente dopo che il bimbo ha fatto ambientamento».

Nella città di Grosseto il servizio non esiste.

«Io non ho grandissime esperienze su Grosseto, ma ho lavorato molto nella zona di Manciano. Lì c’è un’utenza molto più alta, tanto che quando due anni fa a Marsiliana il Comune soppresse il servizio soppresso per motivi economici ci fu una sollevazione».

Perché ritiene lo scuolabus importante soprattutto per l’educazione del bambino?

«Innanzitutto per l’autonomia, per imparare l’orientamento. È un’occasione per dare fiducia al bambino che poi può raccontare a casa la sua esperienza».

Molti genitori preferiscono accompagnare i figli di persona.

«È vederla in maniera un pochino egoistica: d’accordo, ci possono essere dei rischi di incidente, ma è più probabile fare un incidente con un’auto privata. Forse a volte i genitori vanno di persona per creare un gruppo con altri genitori fuori da scuola e parlare di quel che succede a scuola. Ma è anche vero che ormai in ogni scuola ci sono gruppi Whatsapp per scambiarsi informazioni. E poi in una scuola ben organizzata non mancato i momenti di socializzazione tra adulti, genitori o nonni, e bambini».

Lei parla anche di un aspetto ecologico.

«Sì, all’interno dell’aspetto educativo, per agevolare i bambini verso l’autonomia, c’è anche questo aspetto: far capire loro il senso del viaggiare tutti sullo stesso mezzo invece che ognuno con il suo mezzo. Bisogna pensare che al bambino che si affaccerà al domani: se oggi va a scuola in auto, domani andrà all'università in auto. Se oggi va a scuola con lo scuolabus, domani per andare all’università prenderà i mezzi. È inutile imparare a scuola la raccolta differenziata e poi vedere i genitori ognuno davanti all'istituto con la propria auto». (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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