Meteo
Scippo della collanina, due condanne pesanti
Cinque anni e oltre tre anni per i responsabili del furto avvenuto a Marina nel 2015. Gli investigatori erano risaliti a loro rintracciando i gioielli in due compro oro
GROSSETO. Pesanti condanne per i due grossetani imputati di aver scippato a un anziano della catenina che teneva al collo, in una strada di Marina di Grosseto, il 10 luglio 2015.
Il giudice Marco Mezzaluna ha inflitto - con lo sconto di un terzo previsto dalla scelta del rito abbreviato - 5 anni e 6 mesi a Marco Biagiotti, 55 anni, e 3 anni e 4 mesi a Paolo Santucci, 57 anni. Per entrambi la viceprocuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo aveva chiesto 3 anni e 4 mesi. Pene molto più miti erano state invocate dai difensori Alessandro D’Amato e Riccardo Lottini. Motivazioni da depositare: i legali valuteranno poi in quali forme articolare l’appello.
Vittima del furto era stato un uomo ultrasettantasettenne che quella sera si era visto portare via una collana in oro con un ciondolo mentre stava spingendo un passeggino con la nipote di 14 mesi. Uno scippo con fuga su uno scooter: l’azione sarebbe stata commessa materialmente da da Biagiotti, mentre Santucci avrebbe atteso in sella. Carabinieri e polizia avevano condotto le indagini e nel giro di pochi giorni i due erano stati identificati e poi messi, a una settimana di distanza l’uno dall’altro, agli arresti domiciliari dal giudice delle indagini preliminari: per Biagiotti era stato disposta l’applicazione del braccialetto elettronico.
Come gli investigatori erano arrivati ai due imputati? La squadra mobile aveva rintracciato il ciondolo e la collana in due diversi punti compro oro: il primo era stato venduto da Santucci, il secondo da Biagiotti. Le vendite degli oggetti erano avvenute il giorno dopo lo scippo, l’11 luglio. La titolare di uno dei compro oro aveva confermato l’identità di colui che gli aveva venduto la collana, dal momento che Biagiotti era un cliente già presente nel suo archivio: un’identificazione corroborata dal riconoscimento fotografico. La collana, tra l’altro, presentava quattro maglie rotte.
Biagiotti doveva rispondere davanti al giudice anche anche di ricettazione del contrassegno per scooter, che risultava rubato nel giugno precedente, e di guida senza patente dello scooter stesso. Questi accertamenti erano stati condotti dai carabinieri della stazione di Marina di Grosseto: il 22 luglio avevano trovato Biagiotti in sella a uno scooter sul quale era stato applicato un contrassegno di provenienza illecita, perché rubato il 4 giugno precedente. La patente gli era stata revocata cinque anni prima.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
