Il presidio
Ex Garibaldi, ci sono cinque nodi sulla strada della trasformazione
Dalla penale alla variante, complesso l’iter per l’individuazione come sede di Acquedotto del Fiora Corsa contro il tempo: il 30 novembre scadono i termini per la consegna dell’area ex scalo merci
GROSSETO. In Comune si è insediata la task force per valutare l’iter e la fattibilità tecnica sulla trasformazione dell’ex Garibaldi nella nuova sede del Fiora. Nelle prossime settimane i tecnici valuteranno ogni aspetto della questione, partendo da una disponibilità di massima di Acquedotto del Fiora spa. Due sono le variabili in gioco: spesa e tempi. L’apertura di credito ad Antonfrancesco Vivarelli Colonna da parte dei sindaci del centrosinistra (maggioranza in assemblea) si lega proprio a questi due aspetti. Ma vediamo quali sono le difficoltà.
1° nodo. Il cambio di rotta presuppone, a monte, la rinuncia alla realizzazione dell’edificio già previsto nell’area dell’ex scalo merci della stazione, per il quale - nel dicembre 2013, dopo aver partecipato al relativo bando di vendita - Fiora ha investito nell’acquisto (dal Comune di Grosseto) una cifra intorno ai due milioni di euro. Il Comune di Grosseto si è impegnato a consegnare l’area in questione entro il 30 novembre 2016 pena la risoluzione del contratto. In questo caso l’area tornerebbe di proprietà del Comune, chiamato a restituire i due milioni già incassati, più una penale di 250 mila euro. Domanda: cosa farà adesso il Fiora con questo lotto?
2° nodo. In ballo c’è anche il famoso concorso di idee per la progettazione del nuovo edificio, annunciato nel gennaio 2016. A giugno 2016 Acquedotto del Fiora ha comunicato di essere pronto a pubblicare il bando per la progettazione condivisa, con il Comune di Grosseto che avrebbe dovuto indicare a stretto giro di posta un componente della commissione esaminatrice. L’iter, con l'insediamento della nuova amministrazione di centrodestra, si è arrestato. E - pare di capire - non ripartirà.
3° nodo. In questo momento il Regolamento urbanistico prevede per l’ex Garibaldi una riqualificazione residenziale sociale. Per cambiare destinazione c’è bisogno di una variante (primo dubbio: semplificata o ordinaria?). È comunque necessario il coinvolgimento del consiglio comunale, con tempi inevitabilmente lunghi. La questione dei tempi di realizzazione (al pari dei costi) risulta decisiva. In caso di maggiore spesa, sorge spontanea un’altra domanda: chi se ne dovrebbe far carico?
4° nodo. L’ex Garibaldi è un edificio vincolato. C’è bisogno quindi di pareri e passaggi con la Soprintendenza. E, si sa, quando ci sono di mezzo le “Belle Arti” i tempi si dilatano ulteriormente. E poi i vincoli della Soprintendenza sono compatibili con l'uso che se ne vorrebbe fare?
5° nodo. Il Comune di Grosseto non può assegnare direttamente l’edificio ad Acquedotto del Fiora. Dovrà quindi prevedere una cosidetta “Procedura ad evidenza pubblica”, a cui parteciperanno soggetti privati e pubblici. Il Comune di Grosseto pensa a degli escamotage (diritti di prelazione, permute) ma l’esito dell’operazione non è scontato. Ma perché è così importante fare presto? Ci sono almeno tre ordini di ragioni. Prima di tutto le diseconomie derivanti dalla dislocazione di personale in più sedi. Se i lavori partiranno in tempi brevi, Fiora potrà ammortizzare i costi di realizzazione della nuova sede da qui al 2026, data in cui il servizio idrico integrato potrebbe essere affidato a un nuovo gestore unico; e dunque, grazie a questi risparmi, la nuova sede non inciderebbe di fatto sulle tasche dei cittadini. Non solo. Una sede unica è un requisito indispensabile per ogni azienda che voglia ispirarsi a criteri di economicità ed efficienza. Infine, se alla scadenza del contratto con Acquedotto del Fiora il servizio idrico integrato sarà gestito su base regionale, sarà determinante, per mantenere i dipendenti e gli assetti aziendali sul territorio, avere una sede di proprietà. Insomma, la nuova Unità di progetto per il recupero dell’ex Garibaldi, nata una settimana fa, ha sulle spalle una grande responsabilità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
