Il Tirreno

Grosseto

Pd, dopo la baruffa i garanti decidono di salvare Valente

di Gabriele Baldanzi
 Pd, dopo la baruffa i garanti decidono di salvare Valente

L’ex presidente del Coseca non sarà cancellato dagli iscritti Sconfitto il segretario Simiani che voleva fosse sanzionato

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GROSSETO. Si sono confrontati - con toni molto duri - per tutta l’estate.Da una parte l’ex presidente del Coseca Roberto Valente (non proprio un tesserato qualunque), dall’altra il segretario provinciale del Pd Marco Simiani.

«Dopo la sconfitta al Comune di Grosseto - sostiene Valente - ci sono voluti ripetuti scontri in assemblea comunale e la presa di consapevolezza della mancanza di una linea politica chiara (evidenziatasi già nei primi consigli comunali) per arrivare al commissariamento del livello comunale del Pd. Un provvedimento necessario ma non sufficiente, perché il regionale - dopo l’ultima assemblea provinciale - avrebbe dovuto dimettere e avvicendare anche il segretario provinciale. Simiani, infatti, sulla débâcle elettorale, non ha meno responsabilità rispetto a Saimo Biliotti e all’ex sindaco Emilio Bonifazi».

Il rischio in Maremma, con l’attuale classe dirigente così spaccata, - continua Valente - «è che si possa perdere anche il referendum. Non vedo infatti come il nostro ex elettorato possa oggi andare a votare seguendo le indicazioni di responsabili della sconfitta».

Valente, a fine estate, aveva chiesto di nuovo le dimissioni di Simiani, «perché la sua uscita di scena potrà contribuire all’unità del partito».

A tutto questo Simiani aveva risposto aprendo (nei confronti di Valente) una procedura di fronte alla commissione provinciale di garanzia, che prima il 26 settembre e poi il 3 ottobre si è riunita per l’audizione dei due contendenti.

Simiani contestava a Valente il fatto di aver “militato” alle elezioni amministrative di giugno nella lista “Passione per Grosseto”, facendosi riprendere mentre rappresentava l’associazione Etica cittadina, in contrasto con le regole dello statuto e del Codice etico.

Valente ribatteva definendo quella di Simiani una rappresaglia, a seguito della sua richiesta di dimissioni.

La commissione provinciale di garanzia del Pd, dopo aver sentito i due ed esaminato le rispettive memorie, foto e resoconti giornalistici, ha deciso di non sanzionare Valente.

Non ci sarà quindi la cancellazione dall’anagrafe degli iscritti, né dall’albo degli elettori, «perché di fatto non appartenente ad alcuna lista civica». I due (Simiani e Valente) si erano incontrati in un bar, nei mesi che precedettero le elezioni, per delineare e concordare una sorta di “distacco” di Valente sul fronte delle civiche, giocando queste ultime un ruolo importante alle primarie interne.

Valente, in quella circostanza, ebbe a consegnare anche gli elenchi degli aderenti alle civiche.

Simiani, nell’audizione, non ha smentito.

Il segretario, dopo questa vicenda, ha riconfermato al presidente della Commissione garanti Roberto Daviddi la volontà politica di portare avanti il progetto di informativa a tutti gli iscritti del Pd sul tema «come stare, agire e operare nel partito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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