Il Tirreno

Grosseto

IL FARFALLONE UNA QUESTIONE DA PENSARE

di STEFANO ADAMI

di STEFANO ADAMI Una farfalla sbatte le ali su Grosseto, sulla piccola città. Sì, proprio sulle lande in cui, per gran tempo, sbatté le ali la serafica latrice di malaria. È una farfalla di grandi...

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di STEFANO ADAMI

Una farfalla sbatte le ali su Grosseto, sulla piccola città. Sì, proprio sulle lande in cui, per gran tempo, sbatté le ali la serafica latrice di malaria. È una farfalla di grandi dimensioni, una farfalla mitica. Ha impressionato anche i mitografi. Roberto Calasso si sta ancora riprendendo, stropicciandosi gli occhi. Otto metri, dicono. Un farfallone. Sono ali giganti. Chissà il rumore in volo. Sarà il dapontiano farfallone amoroso? Atteso da così tanto tempo?

Un farfallone che dovrebbe finalmente sollevarci dal provincialismo culturale e farci volare alto. Se qualcuno è perso, smarrito, naufrago, non dovrà far altro che attendere il farfallone, che lo toglierà d’impiccio, sollevandolo di nuovo a degne altezze.

Il volo del farfallone si origina nella lontana e nebbiosa Milano, dalle pagine del Corriere della Sera. È da lì che il farfallone si è felicemente levato, per atterrare nel capoluogo maremmano (venti permettendo). Speriamo che, in fase d’atterraggio, non incroci qualche mezzo volante del Quarto stormo.

Il farfallone dovrebbe atterrare – pare – su una apposita rampa, da cui può sempre riprendere il volo, in vari casi. E prima ancora, le ali hanno preso quota dallo studio dell’artista dove, in origine, ha visto cristallizzare le proprie forme il progetto farfallico.

Forse si poteva anche chiedere la dotta consulenza di Belen, ch’è di farfalle esperta, come ben mostrò in un Sanremo di alcuni anni fa. È un progetto farfallonico. Perché non far atterrare allora il farfallone, invece che su una rampa, su una piramide? Il farfallone, dicono, dovrebbe ricordare l’alluvione di 50 anni fa. Ma la memoria di una farfalla, seppure gigante, arriverà così lontano? E poi, cosa lega un farfallone alla minaccia liquida delle acque che tracimano? Forse anche il farfallone ne fu vittima, fu travolto all’epoca dall’umido e inafferrabile periglio? Un monumento, dunque, al farfallone ignoto? E cosa lega, fanno notare altri, il farfallone al contesto? Sarà forse il caso di porre nella zampetta del farfallone un badile? Farne un farfallone badilante?

I grossetani, per ora, sfarfallano sulla questione. Volteggiano. La osservano a volo d’uccello, la questione. O meglio: a volo di farfallone. Si immaginano, in un imprecisato domani, raccogliersi all’ombra delle ali del farfallone per sopravvivere all'afa agostana. Immaginano le guide indicare il farfallone ai turisti dicendo: «Farfalla gigante. Non sappiamo cosa significhi». Ma è una questione da pensare, come ricorda Heidegger. Tenendo a mente il criterio sottolineato da Socrate. Riflettere sul farfallone è fuorviante. Vi svia dal problema centrale: il problema della farfallonità in sé.

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