Il presidio
Il Grosso e i suoi 700 anni Cantiere aperto per la festa
MASSA MARITTIMA. Il prossimo anno il Grosso Massetano festeggerà il suo settimo centenario. La storica moneta della Città del Balestro, coniata nel 1317, è uno dei tanti emblemi del passato...
MASSA MARITTIMA. Il prossimo anno il Grosso Massetano festeggerà il suo settimo centenario. La storica moneta della Città del Balestro, coniata nel 1317, è uno dei tanti emblemi del passato medioevale massetani e l’amministrazione comunale non vuole farsi trovare impreparata per l’occasione. Per questo nei giorni scorsi ha organizzato un incontro insieme agli operatori turistici per raccogliere idee e proposte in vista di un programma comune di eventi che possa celebrare al meglio questo simbolo della lunga tradizione di Massa Marittima.
Alcuni spunti sono venuti fuori durante l’incontro che è stato organizzato dall’assessore alla Cultura, anche se all’atto pratico ha rappresentato il punto d’inizio di un percorso da sviluppare nei prossimi mesi. Dalle rievocazioni agli incontri, sono molte le proposte sul tavolo da discutere e approfondire.
Il Grosso Massetano è il simbolo di quell’epoca in cui la città visse il suo massimo splendore, tra il 1200 e il 1300, quand’era repubblica autonoma. È il simbolo dunque di tutta una storia che dura da secoli. Da una cartapecora conservata all’Archivio di Stato di Siena si apprende che l’11 aprile 1317 venne firmato un contratto tra alcuni componenti della famiglia Benzi, ricchi mercanti senesi dell’Arte della Lana, rappresentata da Niccolino di Giacomino, e il Comune di Massa, rappresentato dal sindaco Muccio del fu Buonaventura Scussetti, per dar vita a una società avente lo scopo di battere moneta. In questo modo, venne aperta la Zecca Massetana, che trovò sede in un palazzo dell’attuale via Norma Parenti. La zecca fu aperta per autorità del Comune con il proposito di coniare tre tipi di monete utilizzando l’argento e il rame locali: il Grosso da 20 denari e il Grosso da 6 denari (o Grossetto), entrambi in argento, e il denaro piccolo in mistura.
Attualmente si conoscono due varianti del Grosso, tre varianti del Piccolo e nessun Grossetto, che risulta assente anche nella circolazione monetaria dell’epoca. Sono noti diversi conii di questa zecca: un conio di incudine e uno di martello del grosso sono conservati presso la Pinacoteca di Volterra; 6 conii di martello del grosso si trovano nei magazzini del Museo Civico di Siena; infine un conio di martello del grosso e uno del denaro piccolo sono esposti presso il Museo Archeologico di Massa Marittima. Non si conosce la data di chiusura dell’officina monetaria anche se documenti di archivio testimoniano che le monete della Repubblica Massetana, o Massana, come veniva chiamata nel Medioevo, circolarono fino a tutto il 1319. Una storia lunga e importante, che merita i giusti festeggiamenti per i suoi settecento anni. Tempo per organizzare le celebrazioni ce n’è e l’amministrazione ha deciso di sfruttarlo.
(a.f.)
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