Il Tirreno

Grosseto

IL CASO FARFALLA

«A me l’opera piace Il Pd cosa ha fatto?»

di Francesca Ferri
Cristina Gimignani
◗
Cristina Gimignani

Cristina Gimignani, ex consigliera con Antichi, difende il progetto «Grosseto non ha bellezze monumentali storiche come altre città»

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GROSSETO. Un giudizio senza tentennamenti: «A me, personalmente, la farfalla piace». Una fotografia impietosa del capoluogo: «Non abbiamo bellezze monumentali storiche come le altre città capoluogo». Uno, anzi più di un affondo alle passate amministrazioni di centrosinistra e al richiamo alla partecipazione: «Ma quando mai il Pd ha coinvolto i cittadini nelle scelte?».

Cristina Gimignani, giornalista, ex missina, consigliera comunale con la giunta Antichi, entra a gamba tesa nel dibattito cittadino sollevato dalla decisione del presidente di Fondazione Grosseto Cultura, Giuseppe Chigiotti, di incaricare l’artista Emilio Isgrò di realizzare una statua in bronzo alta otto metri a forma di farfalla da installare in piazza Caduti Nassiriya in occasione del 50º anniversario dell’alluvione.

Il modo, personalissimo, con cui Chigiotti ha deciso di commissionare l’opera (sindaco e vicesindaco hanno detto apertamente di non esserne stati informati, anche se poi si sono subito affrettati a dichiararsi d’accordo con il presidente), è stato criticato dal centrosinistra che, pur non nascondendo l’ammirazione per Isgrò, ha richiamato alla necessità di coinvolgere la città nelle scelte di arte pubblica.

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«Scusate, ma quando mai il Pd ha coinvolto i cittadini nelle scelte? Tutto ora, questo amore per la partecipazione?», tuona Gimignani in una nota pubblicata anche sulla sua pagina Facebook.

Gimignani torna indietro nel tempo citando alcuni interventi urbanistici, «quando per esempio – dice – l’azienda che costruiva l’ospedale nuovo si offrì di riscattare il vecchio nosocomio leopoldino, facendovi degli appartamenti e non venne nemmeno presa in considerazione. Cittadinanza compresa. Che forse avrebbe preferito, allora, salvare un edificio tanto legato alla storia della città». La stessa Gimignani è un’esperta in materia, avendo curato un libro proprio sulla costruzione del nuovo ospedale. «O forse – prosegue – qualcuno ha chiesto ai grossetani se volessero ampliare la città verso il mare o, unica al mondo, verso la montagna?».

Tornando ai giorni nostri «a me – dice Gimignani – personalmente la farfalla piace. Non abbiamo bellezze monumentali storiche come le altre città capoluogo e quest’opera la trovo bellissima». Quanto alla Fondazione Grosseto cultura, l’ex consigliera ha un affondo per l’ex presidente Loriano Valentini e per una delle manifestazioni più importanti e longeve che portano il segno della Fondazione – nata in verità già prima che Valentini diventasse presidente – firmata Mauro Papa. «Sinceramente, nonostante il personale rispetto per Loriano Valentini, a me nessuno ha chiesto cosa pensassi della “Città visibile”, che trovo una manifestazione molto “banale” rispetto a un’opera come questa». Gimignani smorza subito i toni: «È una battuta, ovviamente», dice.

Eppure è proprio la “Città visibile” la manifestazione-tipo esempio di partecipazione (gli artisti vi accedono tramite bando pubblico e tutte le associazioni e gli istituti cittadini sono invitati). La stessa Fondazione in questi anni ha promosso la partecipazione, ad esempio in occasione della realizzazione del murale sulla parete della discesa di via Saffi che porta all’ingresso del Cassero, realizzato dall’artista Zed 1 a seguito di un concorso pubblico.

Più che sull’arte, però, Gimignani si concentra sull’edilizia. «Non mi pare – conclude – che gli ex sindaci “de sinistra” abbiano chiesto il parere a qualcuno per erigere interi quartieri ispirati all’edilizia sovietica. Ricordo a lor signori che i cittadini si esprimono col voto. E la sinistra ha perso le elezioni. Ci rivediamo alla prossima puntata. Auguro a Giuseppe Chigiotti e alla giunta di centro destra un buon lavoro».

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