Il presidio
Pullman si guasta, l’odissea dei pendolari
Costretti a cambiare tre mezzi per raggiungere Siena: l’arrivo in città con quasi un’ora di ritardo
PETRIOLO. È stata una disavventura per i pendolari e gli studenti arrivare a Siena ieri mattina. Una disavventura che si è conclusa con un ritardo di quasi un’ora ma per fortuna senza che nessuno si sia fatto male. Perché durante il tragitto, uno degli autobus della Tiemme, ha rischiato di incendiarsi.
Sono le 7 quando comincia il lungo mercoledì mattina dei pendolari: alla fermata dell’ospedale, sul pullman Tiemme non c’erano più posti per stare seduti così la società ha deciso di inviare un secondo mezzo dove sono saliti circa 25 passeggeri, per lo più studenti universitari ma anche lavoratori pendolari.
Arrivati all’altezza del bivio per Iesa, subito dopo il ponte del Petriolo, l’autobus si è guastato: il motore fumava maleodorante perché probabilmente si era rotta una cinghia. L’autista ha provveduto ad avvertire l’azienda che ha inviato un terzo mezzo arrivato a salvare gli sventurati viaggiatori dopo tre quarti d'ora.
A Siena, chi doveva seguire le lezioni dell’Università o doveva entrare in ufficio è arrivato alle 9,05 anziché alle 8,15 come previsto dall’orario.
« Non è la prima volta che capitano di questi imprevisti, accadono almeno un paio di volte l'anno: ma sono veramente degli imprevisti? - si domanda uno dei pendolari che era sul pullman - Possibile che una tratta così tanto frequentata debba essere percorsa da mezzi tanto obsoleti e in pessime condizioni, e non mi riferisco solo al motore. Su e giù tra Grosseto e Siena viaggiano lavoratori, studenti delle superiori (salgano a Civitella e a Pari), studenti universitari, persone che vanno all'ospedale Le Scotte, d'estate anche turisti italiani e stranieri. Oggi sarò costretto a recuperare il ritardo accumulato, uscirò dall'ufficio più tardi, gli studenti hanno perso un'ora e più di lezione o di laboratorio».
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