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Andò in Corsica col patino Addio al pioniere Venier
Aveva 88 anni: insieme a Mario Cilotti aveva traversato il Tirreno in solitaria Dopo aver lavorato in Australia ha aperto un laboratorio nella città del golfo
FOLLONICA. Avevano fatto notizia in quell’estate del 1954 quando riuscirono nell’impresa di raggiungere con un patino le coste di Bastia in Corsica partendo dalla spiaggia di Senzuno. Mario Cilotti e Alfredo Venier sono stati dei pionieri delle traversate in mare in solitario, le stesse che decenni dopo hanno riportato alla ribalta addirittura internazionale altri marinai del golfo.
Martedì scorso Venier è scomparso all’ospedale di Massa Marittima all’età di 88 anni e da ieri mattina riposa nel cimitero comunale di Follonica. Quella traversata però è stata solo una piccola parte di una vita vissuta intensamente da Venier e che lo ha portato ad abitare e lavorare anche a migliaia di chilometri da casa. Dopo aver insegnato all’istituto agrario a Grosseto lasciò infatti l’Italia per emigrare in Australia dove per venti anni si guadagnò da vivere facendo numerosi lavori fra i quali il ferroviere e il cacciatore prima di ritornare a Follonica ed aprire con il fratello Mario un laboratorio artigianale in via Foscolo. Fra le loro invenzioni anche il primo esempio di secchio raccoglitore utilizzato con gli allora neonati panni per la pulizia dei pavimenti e che qualche anno dopo diede origine al famoso prodotto dell’azienda tedesca Vileda.
Semplice e riservato, Venier è stata persona coraggiosa e di specchiata moralità ricordato ancora con affetto e stima da chi lo ha conosciuto. Inevitabile che la sua figura rimanga per sempre legata a doppio filo con quella di Mario Cilotti grazie all’impresa del 3 agosto del 1954 e che proprio Cilotti raccontò al Tirreno due anni fa in occasione del sessantesimo anniversario della traversata.
Un’idea nata nella primavera dello stesso anno e che portò il patino da loro costruito a lasciare la spiaggia di Senzuno spinto dalle braccia di Cilotti e Venier in direzione della Corsica con a bordo due bottiglie d’acqua, una macchina fotografica, il passaporto, frutta, miele e una bussola. Quindici ore per arrivare a Marciana Marina e completare la prima tappa, poi la ripartenza all’alba del 4 agosto verso la Corsica e l’arrivo a Bastia alle 19,30 dopo 14 ore di pagaia. Più difficile fu invece il ritorno verso l'Italia. «Una navigazione molto pesante - raccontò al Tirreno Cilotti due anni fa - soprattutto nell’approdo verso Marciana Marina che vedevamo di fronte a noi a poche centinaia di metri ma che non arrivava mai per colpa delle correnti».
I due rifiutarono anche il supporto fornito loro da una pattuglia della capitaneria di porto dell’Elba che li identificò nel mare in tempesta, salvo poi lasciarli proseguire nella loro impresa che si concluse in via spiaggia di Levante 22 alle 21 di sera del 7 agosto.
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