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Talamone, sos per i fondali Il dragaggio è in alto mare
Il progetto per aumentare il pescaggio del porto non decolla, nonostante i fondi Il consigliere Poccia: «Non si doveva arrivare a questo punto, velocizziamo l’iter»
TALAMONE. È ancora in alto mare il dragaggio del porto di Talamone. I bassi fondali avevano costretto la capitaneria di porto a emanare – era novembre 2015 – una interdizione alla navigazione in due parti dell’approdo talamonese. A maggio, attraverso il posizionamento di alcune boe che delimitavano le zone navigabili, il porto era tornato, almeno in parte, accessibile alle imbarcazioni. L’ordinanza che prevedeva la possibilità di navigare nella parte nord è scaduta il 30 settembre ed è stata prorogata di 45 giorni.
La scorsa settimana c’è stato il primo incontro ufficiale fra l’amministrazione comunale di Orbetello – il sindaco Andrea Casamenti, gli assessori ai lavori pubblici Roberto Berardi e al patrimonio Stefano Covitto, il presidente del consiglio comunale Luca Teglia e il consigliere con delega al Demanio Ivan Poccia – e il neo comandante della Capitaneria Valerio Berardi. L’incontro è servito a dare il benvenuto al nuovo comandante ma anche a parlare della situazione del porto di Talamone. Il comandante Berardi era accompagnato dal comandante dell’ufficio locale marittimo di Talamone Pasquale Preziosi e «si è reso disponibile – riporta Poccia – a un dialogo costruttivo che tuteli gli operatori ma che al contempo stimoli gli enti preposti ad accelerare l’iter per la risoluzione dell’ormai gravosa situazione dei fondali dell’approdo garibaldino. La proroga prevista consentirà alla nuova amministrazione – continua il consigliere – di verificare il da farsi».
Poccia ringrazia la capitaneria per la disponibilità e sottolinea che «non si doveva arrivare a questo punto. Sono passati due anni e mezzo – sottolinea il consigliere – e non è stato fatto nulla dall’amministrazione precedente se non le analisi dei fondali a cura dei concessionari, lasciandoci di fatto in eredità una situazione grave a cui bisognerà mettere subito mano».
Il Comune si è preso l’impegno di fare la sua parte e di sollecitare in primis la Regione Toscana per cercare una soluzione condivisa. Il porto di Talamone è un porto turistico e come tale le competenze spettano al Comune e ai concessionari. La Regione aveva impegnato, già tre anni fa, 300.000 euro per la realizzazione di un progetto che era subordinato al raggiungimento di un accordo fra il Comune e i concessionari per cofinanziare il progetto. Questo accordo però non si è mai raggiunto e il progetto non è mai partito. Di fatto il porto di Talamone ha bisogno di essere dragato, i fondali ormai sono talmente bassi che è a rischio la sicurezza della navigazione e delle persone.
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