Italia
Ricettazione dopo lo scippo di una collana
GROSSETO. Sono sotto accusa in due, titolari di un laboratorio artigiano di oreficeria. Ricettazione di una collana scippata (e il responsabile è già stato processato) ma anche di altri oggetti...
GROSSETO. Sono sotto accusa in due, titolari di un laboratorio artigiano di oreficeria. Ricettazione di una collana scippata (e il responsabile è già stato processato) ma anche di altri oggetti preziosi trovati pochi giorni dopo nella loro attività, provenienti da furti denunciati a Mesola, Follonica e Palermo.
Questione controversa quelle che vede imputati Vezio Chechi e Adriano Meini. Controversa perché il difensore Roberto Baccheschi ha chiesto alla polizia di stato di precisare le modalità degli accertamenti condotti per l’individuazione degli oggetti che si ritengono ricettati: un’individuazione che sarebbe avvenuta mediante il confronto con la banca dati in uso alle forze di polizia. E alla prossima udienza dovrà essere fornito, in un formato leggibile da comuni pc, il video della telecamera di sicurezza nel quale si assisterebbe a uno scambio. Manca anche tra gli oggetti che risultano come sequestrati un quaderno dalla copertina blu che costituirebbe il “giornale” della presa in carico dei preziosi. Il giudice Marco Mezzaluna ne ha ordinato l’esibizione in aula.
I fatti. Il 16 aprile 2013 una donna straniera poco meno che sessantenne denuncia di essere stata scippata in via Ximenes all’altezza di un attraversamento pedonale. La polizia conduce le indagini e la Procura chiede il giudizio per tre persone: Aldo Canè, 51 anni, individuato come lo scippatore, e poi Chechi e Meini, ritenuti i ricettatori. Canè, assistito dall’avvocato Riccardo Lottini, patteggia un anno. Il processo continua per gli altri due imputati. I quali sono sospettati di aver ricevuto illecitamente vari oggetti, rinvenuti dalla polizia nel corso della perquisizione: la collana in oro giallo a maglie grosse oggetto dello scippo; un anello in argento da donna, denunciato come rubato da un uomo di Mesola; una collana, due bracciali, un crocefisso e tre orecchini a cerchio, tutti in oro, denunciati ai carabinieri di Follonica.
Il giudice ha ritenuto che il quadro probatorio debba essere completato con gli elementi mancanti e ha ordinato anche la citazione dell’ispettore che aveva seguito le indagini in prima persona: dovrà presentarsi a gennaio. (p.s.)
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