Il presidio
«La parità deve essere culturale Il Comune pensa ad atti concreti»
GROSSETO. «La parità tra uomo e donna è una conquista di civiltà, un traguardo culturale che non dev’essere imposto per legge. Per questo ritengo che sia umiliante l’esistenza stessa delle quote rosa,...
GROSSETO. «La parità tra uomo e donna è una conquista di civiltà, un traguardo culturale che non dev’essere imposto per legge. Per questo ritengo che sia umiliante l’esistenza stessa delle quote rosa, una forma di protezione della rappresentanza della donna che la relega, svilendola, a minoranza da proteggere».
Così comincia la replica che il presidente del consiglio comunale, Claudio Pacella, ha indirizzato alle forze di minoranza in consiglio comunale che hanno reso noto la decisione del Difensore civico, che ha sollecitato la giunta Vivarelli Colonna a rispettare le quote di genere.
«Sono convinto - aggiunge Pacella - che quella messa in campo da parte dell’opposizione sia soltanto una polemica strumentale: Pd grossetano, lista Mascagni e Passione per Grosseto dimostrano così la propria pochezza nell’individuare argomenti di rilievo o che realmente interessano ai cittadini. La parità va perseguita con azioni che possano essere efficaci nel generare percorsi virtuosi all'interno della società. Il cambiamento è e può essere solo antropologico, culturale: è una sensibilità che dev’essere praticata personalmente, nella quotidianità di ognuno di noi. Tutto questo non potrà mai essere garantito da una legge che impone il rispetto vuoto di una percentuale».
«Il Comune proseguirà nel proprio lavoro fatto di atti concreti - conclude il presidente del consiglio comunale - cura delle strade, maggiore presidio del territorio e sicurezza, decoro urbano, sostegno alla piccola e media impresa, rilancio della cultura, del civismo e molto altro. Questo è ciò che stiamo facendo. Questo è ciò che continueremo a fare con il mio personale impegno istituzionale e di tutta la maggioranza consiliare».
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