Il Tirreno

Grosseto

«L’asilo più caro è nel golfo» M5S fa le pulci al nido

di Paola Villani
«L’asilo più caro è nel golfo» M5S fa le pulci al nido

La struttura è del Comune: la tariffa non ha pari in tutta la provincia I pentastellati presentano una mozione per andare incontro alle famiglie

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FOLLONICA. Tariffe salate a Follonica al nido comunale. Nella città del golfo il servizio è il più caro della provincia. Aumenti che vanno dai 50 ai 67 euro in base alle fasce orario scelte dalle famiglie; pochi scaglioni reddituali nel tariffario e costi mensili che superano quelli degli altri paesi della Maremma e non solo, anche Livorno e Pomezia, per citare due città.

Il report arriva dal Movimento 5 Stelle che ha passato al setaccio l’organizzazione del nido comunale “Le Mimose”.

Le famiglie che superano 17.000 euro di reddito annuo pagano la quota per intero, quindi per un mese di frequenza nella scuola del proprio figlio, con orario 8-16 (quello che viene scelto nella maggioranza di casi), spendono 380 euro. «Se si vuole essere credibili agli occhi dei cittadini, non basta definirsi di sinistra, occorre soprattutto esserlo nella pratica - dicono dal gruppo pentastellato - Il sistema, a nostro avviso, equipara ingiustamente famiglie che hanno un Isee di 18.000 euro a quelle che l'hanno ad esempio di 30.000 e oltre, una situazione che per noi del Movimento 5 Stelle risulta inaccettabile e contraria a qualsiasi tipo di equità e giustizia sociale. Abbiamo comparato le tariffe del Comune di Follonica con quelle dei Comuni di Grosseto, Scarlino, Gavorrano, Livorno, Roccastrada, Castiglione della Pescaia e Pomezia; a parità di fascia reddituale e oraria le famiglie follonichesi si ritroveranno a pagare le rette più salate di tutti». Dal report dei grillini è nata così una mozione nella quale si propone l’inserimento di più fasce reddituali, di innalzare il limite oltre il quale non sono previste sconti (attualmente 17.000 euro annui).

Non solo: i pentastellati chiedono al governo locale di diminuire del 50% gli aumenti previsti per il nuovo anno e di introdurre nel regolamento tariffario una ulteriore valutazione nella concessione dell'esenzione, il controllo sul possesso di macchine costose.

Chiedono quindi di «verificare che nessun componente del nucleo familiare ai fini Isee risulti proprietario o comproprietario di veicoli - spiegano dal Movimento - tenendo conto della cilindrata e dell'anno di immatricolazione, in modo da assegnare all'interessato, padrone di auto di lusso o di grossa cilindrata o di nuova immatricolazione, la fascia di agevolazione di valore più elevato».

«Come è potuto accadere che all'assessora Barbara Catalani e al sindaco Andrea Benini siano sfuggite queste falle?», si domandano infine i grillini.

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