Il presidio
I partigiani di Roccalbegna scelgono la libertà di voto
ROCCALBEGNA. «L’Anpi non ha mai condiviso la riforma della Costituzione voluta dal governo (e accettata, dopo tante forzature, da un parlamento dichiarato illegittimo), decidendo addirittura al...
ROCCALBEGNA. «L’Anpi non ha mai condiviso la riforma della Costituzione voluta dal governo (e accettata, dopo tante forzature, da un parlamento dichiarato illegittimo), decidendo addirittura al congresso nazionale dello scorso maggio, con la maggioranza del 97% dei voti, di impegnarsi concretamente affinché in maggioranza l'elettorato italiano voti No al referendum del prossimo 4 dicembre». Lo dice l’associazione nazionale partigiani che è stata inserita nell’articolo sulla scelta di votare sì al referendum da parte della Coldiretti.
«Questo non perché siamo contrari in via di principio all'aggiornamento della Carta Costituzionale; non lo saremmo ove questo inserisse modifiche e integrazioni necessarie e coerenti con il suo spirito, peraltro già proposte - dicono - Ciò che non accettiamo è lo stravolgimento in corso: pessimo in sé, e che insieme alla nuova legge elettorale denominata "Italicum", compone una manovra politica di largo respiro, volta a cambiare il carattere della nostra Repubblica, con una insopportabile riduzione della rappresentanza popolare, derivante dall'abnorme premio di maggioranza alla Camera dei Deputati, e con la eliminazione del diritto dei cittadini di eleggere il Senato. E volta altresì a spostare il potere politico reale, non solo con la riscrittura del Titolo V, dalle Assemblee elettive all'esecutivo, così realizzando più o meno surrettiziamente un premierato assoluto che restringe le basi democratiche che hanno caratterizzato lo Stato italiano dal 1948 ad oggi».
La maggioranza degli iscritti all’Anpi di Roccalbegna non ha condiviso la decisione dell'Anpi di schierarsi nella campagna referendaria, preferendo lasciare libertà di scelta. «Coerentemente, questa non parteggerà né per l'uno né per l'altro schieramento, riconoscendo ai compagni che sostengono il no la facoltà di fare la loro propaganda elettorale con i simboli dell'Anpi - dicono - Da qui a dire che l'associazione dei partigiani "prende posizione per il sì" ce ne corre».
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