Il presidio
Video girato nella scuola I genitori si infuriano
Grosseto, la “iena” Mancineschi denuncia amianto alle elementari di via Monte Bianco ed entra con la telecamera. Il vicesindaco: «Non è normale, bisogna controllare»
GROSSETO. È entrato nella scuola elementare, telecamera in pugno rivolta verso la propria faccia, ci è rimasto circa cinque minuti, continuando a riprendere indisturbato senza che nessuno chiedesse conto di chi fosse o perché fosse lì. Poi un diverbio con un uomo, l’allontanamento e lo scontro con dei genitori.
L’ultima videodenuncia di Lorenzo Mancineschi, autobattezzatosi “iena maremmana”, risale alla mattina di lunedì 3 ottobre e riguarda la scuola elementare di via Monte Bianco a Grosseto. Il video è andato in diretta su Facebook all’ora di ingresso dei bambini. Mancineschi, nelle autoriprese, sostiene che nella scuola ci sia amianto e per questo è entrato nella scuola e chiedendo di parlare con un responsabile. Spiegazioni non ne ha ricevute, ma la sua presenza ha creato scompiglio, seppur non subito.
Al di là della presunta presenza di amianto, il video documenta – forse oltre le stesse intenzioni dell’autore – come un estraneo possa accedere alla scuola senza dar conto della propria identità e rimanerci, indisburbato, fra i bambini.
Nel video si vede infatti Mancineschi che entra in cortile, oltrepassa la soglia ed entra dentro, dice «buongiorno» e chiede se ci sia «qualche dirigente o qualche maestra». Due voci femminili gli rispondono che la dirigente arriverà di lì a poco.
Intorno si sentono le voci dei bambini che parlano tra loro. Dopo cinque minuti una voce maschile gli dice che «i genitori devono uscire». Solo a quel punto Mancineschi risponde di non essere un genitore e che vuole risposte sull’amianto. Inizia una discussione che si fa accesa.
Mancineschi grida «c’è l’amianto», poi intima una persona di toglierli le mani di dosso. Gli animi si surriscaldano, e il tutto avviene davanti ai bambini che si sentono in sottofondo. Alla fine Mancineschi esce, ma in cortile continua ad ammonire: «c’è amianto, la scuola è piena di amianto, si muore». Un genitore lo riconosce. «Ma falla finita di fare queste sceneggiate», gli dice. Inizia un aspro scambio di battute con dei genitori che continua anche su Facebook, ma i commenti in serata spariscono.
La notizia intanto arriva al Comune di Grosseto, proprietario dell’edificio e responsabile della manutenzione. «Con l’assessorato Lavori pubblici abbiamo già avviato una verifica per sincerarsi che sia tutto a posto – spiega il vicesindaco e assessore all’istruzione Luca Agresti –. Resta però il fatto che non è normale, ed è pericoloso, che uno possa entrare in una scuola così e rimanerci. E se invece di questa persona fosse entrato un malintenzionato? Bisogna aumentare il livello del controllo». Sulla stessa linea il provveditore Giacomo D’Agostino. «La sorveglianza deve essere garantita – dice –. Non si può impedire l’accesso alle scuole ma bisogna verificare chi vi entra. Nel caso particolare bisogna capire come sono andate le cose e verificheremo. Ad ogni modo anche la ripresa all’interno deve essere autorizzata».
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