Il presidio
Non è un’infermiera ma un’addetta alla riscossione
GROSSETO. Dovevamo scrivere «cassiera» e invece, a causa di un momento di distrazione, nelle locandine del nostro giornale in edicola ieri è comparso la parola «infermiera». Sbagliato. Non è un’inferm...
GROSSETO. Dovevamo scrivere «cassiera» e invece, a causa di un momento di distrazione, nelle locandine del nostro giornale in edicola ieri è comparso la parola «infermiera».
Sbagliato. Non è un’infermiera ma un’addetta alla riscossione dei rimborsi al Cup la persona di cui faceva riferimento il titolo della locandina, a proposito di un presunto peculato da parte della dipendente di una società incaricata dalla Asl: non avrebbe consegnato le cifre (quindicimila euro circa) che per motivi di lavoro erano passati per le sue mani. Deve anche rispondere anche di sostituzione di persona e calunnia davanti al Tribunale di Livorno (foto).
La qualifica è correttamente riportata nel testo e nel titolo, come del resto coloro che aprendo il giornale hanno letto il pezzo hanno potuto verificare, ma la distrazione ha causato l’errore poi finito sulla locandina. Ce ne scusiamo con tutti, a partire dalle infermiere e dagli infermieri, che nulla hanno a che vedere con la vicenda narrata nell’articolo di cronaca.
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