Il presidio
Affare fatto, la “Prefettura” è venduta
La Provincia cede allo Stato il palazzo di piazza Rosselli. Incasserà quasi 4 milioni di euro che destinerà a scuole e strade
GROSSETO. Affare fatto. La Provincia di Grosseto è riuscita a concludere la trattativa con lo Stato per vendere il palazzo di sua proprietà dove ha sede la Prefettura, operazione iniziata più di un anno fa quando Emilio Bonifazi (ex sindaco di Grosseto) era anche presidente di palazzo Aldobrandeschi e che si conclude ora sotto la guida provinciale del sindaco follonichese Andrea Benini.
Il palazzo prefettizio di piazza Rosselli, proprietà della Provincia, sarà dunque venduto a Invimit, società ministeriale, alla cifra di 3.850.000 euro. I soldi finiranno nelle casse provinciali assetate di risorse e saranno impiegati per edilizia scolastica e strade; per l’ente locale una vera e propria boccata d’ossigeno.
La manovra in gran parte nazionale. In tutt’Italia lo Stato punta ad acquistare i beni delle Province già occupati dai propri uffici ministeriali e Prefetture grazie a una società nata in seno al ministero. La società si chiama Invimit Sgr (Investimenti Immobiliari Italiani, società di gestione del risparmio) e il capitale è interamente detenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Mef. L’obiettivo è quello di acquisire immobili che fanno parte del processo di dismissione del patrimonio degli enti pubblici acquistando beni occupati in larga parte dagli uffici prefettizi e lavorando con interlocutori e partner come Cassa Depositi e Prestiti e Agenzia del Demanio. L’ente provinciale ha aperto da tempo una trattativa con Invimit.
Un paio di mesi fa Invimit ha formulato alla Provincia un’offerta di acquisto pari a 3.850.000 euro, corrispondente non all’intero palazzo, ma alla maggior parte di esso dove hanno sede gli uffici prefettizi. La superficie totale è circa 7320 mq, comprese le corti interne, mentre quella non locata, che quindi rimane al momento alla Provincia, è pari a 1200 mq circa. Subito dopo aver ricevuto l’offerta, la Provincia stessa (essendo un ente pubblico) ha dovuto avviare una procedura a evidenza pubblica emettendo un bando per valutare l’eventuale interesse di altri acquirenti disposti a offrire di più. Il bando è scaduto ed è andato deserto: nessun acquirente si è fatto vivo e la Provincia ha firmato ora l’accettazione dell’offerta di Invimit. Da questa operazione resta fuori la parte non affittata al ministero degli Interni e che al momento resterà proprietà della Provincia in una sorta di “condominio” ma anche questa è oggetto di trattativa.
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