Meteo
Sub morti, possibile una transazione
GROSSETO. Pochi minuti di udienza ieri mattina davanti al giudice Giovanni Muscogiuri al processo per la morte per intossicazione da monossido di carbonio dei tre sub umbri, un incidente avvenuto...
GROSSETO. Pochi minuti di udienza ieri mattina davanti al giudice Giovanni Muscogiuri al processo per la morte per intossicazione da monossido di carbonio dei tre sub umbri, un incidente avvenuto nelle acque delle Formiche il 10 agosto 2014.
Pochi minuti perché era stata depositata in cancelleria, alla vigilia, la richiesta di un rinvio, firmata dai difensori degli imputati. Un rinvio finalizzato a una possibile transazione, come ha poi verbalizzato lo stesso giudice, che porterebbe al ritiro delle parti civili e a una semplificazione del processo. In altre parole, significa che il processo potrebbe velocizzarsi. I difensori Riccardo Lottini, Massimiliano Arcioni e Romano Lombardi hanno proposto un mese di rinvio e il giudice ha trovato come prima data utile quella di un altro sabato, il 26 novembre. Ne hanno preso atto anche la sostituta procuratrice Arianna Ciavattini e l’avvocato Severini, parte civile in rappresentanza anche degli altri colleghi. Nessuno dei familiari delle vittime era presente. Sarà in quella circostanza che, sospesi i termini, saranno affrontate le fasi di apertura del dibattimento, se non ci saranno fatti nuovi.
Sono sotto processo, in un procedimento riunificato già nella precedente udienza, l’amministratore di fatto del diving di Talamone, Andrea Montrone, il suo collaboratore Maurizio Agnaletti e, dopo la decisione della Cassazione, Daniela Lucciola in qualità di legale rappresentante della Underwater. Per tutti e tre (nessuno di loro era presente ieri in Tribunale) l’accusa è omicidio colposo, per la morte di Fabio Giaimo, Enrico Cioli e Gian Luca Trevani, e lesioni nei confronti di altri due sub rimasti lievemente intossicati in quella giornata di immersioni.
A luglio il giudice aveva dichiarato il non doversi procedere nei confronti di un quarto soggetto imputato, la società Underwater Activity srl, che gestiva il diving Abc di Talamone: la società non esiste più, ha cessato l’attività il 15 gennaio 2016. Agli atti del procedimento vi sono gli accertamenti compiuti in fase di indagine dagli esperti nominati dalla Procura sulle bombole e sugli impianti dell’imbarcazione del diving.(p.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
