Il Tirreno

Grosseto

«Le acque del golfo sono impoverite» L’allarme dei pescatori

di Michele Nannini
«Le acque del golfo sono impoverite» L’allarme dei pescatori

Il settore è in seria difficoltà, il mare si sta svuotando Villani: «Responsabile anche chi prende pesci sotto misura»

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SCARLINO. «Il golfo di Follonica sta morendo». L’allarme arriva da uno dei pescatori professionisti che da decenni frequentano per lavoro le splendide acque da Punta Ala a Piombino; quel mare che fino a pochi anni fa era generoso di prede di ogni tipo da un po’ di tempo ha visto diminuire drasticamente la popolazione ittica, creando difficoltà a chi la pesca l'ha scelta come lavoro così come a chi invece ne ha fatto una passione.

«Ogni giorno il pescatore salpa le sue reti con animo ansioso - racconta Vittore Villani, storico pescatore scarlinese - sperando che il mare gli restituisca una ricompensa per appagare le sue fatiche, un sacrificio che però da troppo tempo ormai non viene più ripagato. Il nostro mare non offre più le ambite e pregiate prede di una volta, si sta raschiando il fondo del barile e i risultati sono sotto gli occhi di tutti coloro che praticano la pesca a ogni titolo. Di chi è la colpa di tutto questo? Le risposte possono essere molteplici: forse è colpa dell’eccessivo sforzo nella pesca, forse dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici, o magari di leggi insufficienti che non riescono a tutelare la fauna ittica. Una parte non secondaria ce l'ha però soprattutto la pesca sconsiderata e vergognosa che viene fatta di pesci sotto misura come spigoline, oratine, novellame e specie simili».

Non è il primo allarme che viene lanciato dai pescatori follonichesi e scarlinesi, la povertà del mare è una costante che da tempo preoccupa gli operatori così come i pescasportivi e il tempo che passa non fa che acuire un problema ormai diventato sociale ed economico. «Ognuno dei frequentatori del mare può avere convenienza e piacere nel parlare della situazione da un punto di vista piuttosto che da un altro - continua ancora Villani - ma alla coscienza non si mente: professionisti o dilettanti tutti noi dobbiamo darci delle risposte e capire come salvare il golfo. Magari qualcuno vorrebbe delle leggi o dei regolamenti più stringenti ma per un motivo o per l'altro queste disposizioni poi diventano scomode. Non a caso anche la commissione europea qualche anno fa affrontò l’argomento e l’Italia non ne uscì bene, con l’accusa agli italiani di essere un popolo che si lamenta sia quando le regole ci sono, e vanno rispettate, sia quando non ci sono. Il rischio e che si vada avanti nell'indifferenza egoistica, lasciando a chi verrà dopo di noi la soluzione».

L'allarme di Vittore Villani rappresenta in pratica una sorta di chiamata ad una maggiore responsabilità nella pratica della pesca; per evitare fra qualche anno di vedere ancora più rovinato l’ecosistema marino del golfo.

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