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La chiesa dedicata a Madre Teresa sarà finita nel 2018
Lì verrà custodita una pietra della cattedrale di Roselle che il Papa consacrò nel giorno in cui è stata beatificata
GROSSETO. L’idea risale al 2000, il primo progetto è del 2003 e nel 2005 fu posta la prima pietra dall’allora vescovo di Grosseto Franco Agostinelli. Adesso il cantiere della nuova chiesa della parrocchia intitolata alla Beata Teresa di Calcutta è in fase avanzata e fervono i lavori. L’obiettivo è poter completare l’opera entro la metà del 2018.
Si riconoscono bene, ormai, sia l’aula della chiesa che la base del campanile e l’altro edificio, un chiostro, circondato dall’abitazione dei sacerdoti e dalle stanze che ospiteranno le attività della parrocchia stessa, mentre l’edificio attualmente utilizzato come chiesa resterà, non sarà demolito, ma sarà destinato a salone polifunzionale.
Si tratta di un intervento di poco meno di tre milioni di euro, coperti al 75 per cento dalla Cei e per il 25% dalla diocesi di Grosseto. Servirà, poi, un altro mezzo milione di euro per le rifiniture e gli arredi.
Il progetto definitivo è stato redatto da Stefania Ritti: l’architetta ha lavorato con uno staff composto dai professionisti Alberto Roccatelli, Gilberto Barzagli, Stefano Sgherri ed Emanuele Manusia. Responsabile del procedimento è un ingegnere, Ernesto Fiorini; il coordinatore dei lavori è Avisiano Pellegrini che si avvale dell’aiuto di un geometra, Fiorenzo Tuccio. La ditta appaltatrice è una grossetana: è un’associazione temporanea di imprese formata dalle grossetane Fidia e Massai.
La nuova chiesa e le altre opere parrocchiali sorgono su un terreno che fu donato alla parrocchia della Santa Famiglia, che all’epoca si allargava fino a quel territorio della città di Grosseto, dalla società La Cittadella.
La nuova chiesa sarà sopraelevata di un metro e mezzo rispetto al piano terra ed è stata orientata, come avveniva sin dalle origini della Chiesa, quando gli edifici di culto venivano orientati con l’abside e l’altare verso Est, da dove nasce la luce, a ricordare Cristo. Ed è questa, spiega Ritti, la prima scelta che è stata fatta, per una chiesa che, da un punto di vista architettonico, non segue le mode, ma si rifà alla tradizione antica del Cristianesimo, con l’ambizione di poter durare nel tempo, così come sono durate le antiche chiese cristiane.
È un’architettura, dunque, che, dal campanile al fonte battesimale, dal presbiterio alla collocazione del tabernacolo, non tiene conto solo di canoni estetici, ma anche della funzione dell’edificio, della vita che scorrerà dentro.
E all’interno della chiesa sarò custodita anche una pietra dell’antica cattedrale di Roselle che è stata benedetta da Papa Francesco proprio nel giorno della canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta.
Costruire una nuova chiesa oggi, quando gran parte delle chiese sono sempre più vuote, per il vescovo di Grosseto, Rodolfo Cetoloni, continua ad avere un grande significato. «Il senso di una nuova chiesa – spiega monsignor Cetoloni – è di essere in mezzo alla gente, non per facilitare gli accessi, le altre chiese sono vicine, ma come segno che viene dalla presenza cristiana: il Cristo è la presenza di Dio in mezzo alla gente; e poi anche per favorire in una zona abitativa di recente costituzione, un luogo dove si possa crescere come comunità e ci si possa incontrare».
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