Il presidio
«Hanno mentito tutti e la donna stessa è inattendibile»
GROSSETO. «La condotta tenuta dalla donna è incompatibile con l’insofferenza da lei denunciata. Non c’è un certificato medico, non ci sono cure prescritte per gli stati d’ansia che sono stati...
GROSSETO. «La condotta tenuta dalla donna è incompatibile con l’insofferenza da lei denunciata. Non c’è un certificato medico, non ci sono cure prescritte per gli stati d’ansia che sono stati raccontati. I familiari di lei hanno mentito, le amiche hanno mentito, lei stessa non è attendibile».
Franco Libori, difensore di Lamberto Magrini, ha cercato di smontare anche così le richieste di accusa e parti civili. Affermando anche che la donna sapeva benissimo che il mister era sposato. «Magrini è un infedele ma non uno stalker», ha affermato. E non è un violento, ha aggiunto, se è vero che c’è un episodio: quello dello schiaffo del 14 dicembre 2010, in risposta a uno schiaffo da lei ricevuto. Il difensore ha contestato poi numerosi episodi in cui Magrini veniva descritto a Follonica, come pedinatore o molestatore: ha dimostrato con i tabulati che era altrove, a centinaia di chilometri di distanza.
Ha chiesto perché la signora non aveva raccontato in una delle querele un episodio di pedinamento che sarebbe avvenuto il giorno prima a Follonica, in un supermercato. «Fino al 30 luglio 2011 ci sono continui scambi di sms e telefonate. Sì, è vero, il comportamento di Magrini può essere definito incivile ma non minaccioso. Il rapporto è sempre stato burrascoso».
E ha chiuso citando una sentenza di Cassazione del marzo scorso, a suo dire perfettamente adattabile a questo caso, in cui lo stalking non era affatto ravvisabile. «Nel caso di Magrini lo stalking è inesistente. Chiedo l’assoluzione perché il fatto non sussiste». (p.s.)
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