Il Tirreno

Grosseto

Auto danneggiata sotto il temporale Cittadino risarcito

di Alfredo Faetti
Auto danneggiata sotto il temporale Cittadino risarcito

Nel 2013 alcuni rami caddero su un veicolo mettendolo ko Il proprietario fa causa al Comune e la vince: avrà 1500 euro

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PRATA. Era estate e quel giorno un violento temporale investì Prata e le colline che la circondano.

I fossi si riempirono d’acqua, gli infissi delle finestre tremarono e alcuni tetti persero le grondaie, così come degli alberi alcuni rami. E furono proprio questi a piombare su una Renault Megane, rovinandola dal cofano fino al cruscotto. Un danno da un migliaio di euro, di cui il proprietario della macchina ritenne responsabile non soltanto il clima e la malasorte, ma anche il Comune di Massa Marittima, reo di non aver mai provveduto alla manutenzione di quelle piante, che pure poggiano le loro radici sul suolo pubblico, quindi di sua competenza. Tanto era convinto di questa responsabilità da citare l’ente in tribunale, da cui ha ottenuto soddisfazione il maggio scorso, quando il giudice ha concesso un risarcimento danni da 1.500 euro a favore del cittadino.

A onor del vero c’è da dire che qualche responsabilità su questa vicenda ce l’ha anche la compagnia assicurativa B&S Italia di Marina di Carrara, con cui il Comune ha regolarmente stipulato le sue polizze, sparita al momento del pagamento del danno. È per questo che la vicenda è finita fino ai banchi del tribunale grossetano.

Alla fine è stata proprio la compagnia a occuparsi dei 1.500 euro di risarcimento, come doveva essere, ma la latitanza al momento topico della vicenda ha portato il cittadino a perdere del tempo in tribunale e il Comune a pagare ugualmente le spese legali per la causa, che alla fine ammontano a 1.700 euro: ancor di più del risarcimento stesso.

La vicenda nasce a Prata in quel giorno di pioggia. Era il 29 luglio 2013 quando alcuni rami di un albero, spezzati dal temporale, sono crollati nella frazione massetana, in via Basilicata, esattamente dove era parcheggiata la Renault. Una dinamica accertata anche dai vigili urbani arrivati sul posto.

Il proprietario della macchina, allora, attraverso i suoi legali, inviò a novembre la perizia tecnica e una richiesta di risarcimento al Comune, che a sua volta ha provveduto a girare la pratica alla compagnia assicuratrice. Passano le settimane e i mesi, ma dalla B&S Italia nessuno batte un colpo: nessuna comunicazione riguardo all’esito della pratica arriva né al Comune né all’interessato. Quest’ultimo decide di rompere gli indugi e si rivolge al tribunale, che gli dà pienamente ragione. Insieme alla sentenza arriva anche la risposta dell’assicurazione, che provvederà, due anni dopo, a saldare il risarcimento. Tutto torna in ordine. A parte per il Comune costretto a pagare 1.700 euro di spese legali.

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