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Quindici realtà in provincia da Marina a Roccastrada

GROSSETO. Una quindicina in tutto, in provincia di Grosseto, i centri commerciali naturali: esperienze sparse in vari centri storici del territorio, tutte diverse l'una dall'altra e, in ogni caso,...

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GROSSETO. Una quindicina in tutto, in provincia di Grosseto, i centri commerciali naturali: esperienze sparse in vari centri storici del territorio, tutte diverse l'una dall'altra e, in ogni caso, pochi funzionano come dovrebbero. «L’attività svolta fino a oggi - spiega il direttore della Confesercenti di Grosseto, Gloria Faragli - è, in particolare, di promozione delle attività commerciali, ma riteniamo che questo non sia più sufficiente alla luce delle grandi trasformazioni del commercio dovute alla diffusione delle grandi strutture di vendita».

Una delle esperienze che stenta a decollare è proprio quella del centro storico del capoluogo. «In effetti - dice Gloria Faragli - il centro commerciale naturale di Grosseto ha fatto fatica fin dall’inizio. Credo che debbano essere individuate azioni più convincenti proprio per motivare gli esercenti e credo, però, che a questo debba associarsi l’affermazione di Grosseto come destinazione turistica». Insomma, c’è, di fondo, anche un problema di scelte sul modello di sviluppo economico su cui indirizzare Grosseto. E allo stesso tempo sembra esserci una difficoltà di fondo, proprio nel capoluogo maremmano, a far lavorare insieme i commercianti. «Non possiamo negare - dice ancora Gloria Faragli - che a Grosseto ci sia stata questa difficoltà ulteriore rispetto ad altre esperienze positive che ci sono state: basti pensare all’Amiata o a centri più piccoli come Marina di Grosseto o Roccastrada dove gli esercenti si sono anche adoperati in termini di formazione individuale per l'accoglienza turistica».

A Marina, per esempio, qualcosa si è mosso. Il presidente del centro commerciale naturale, Gianmarco Bragagni, parla della decisione di proporre due giornate a settimana di sconti, della fidelity card abbinata con gli eventi sportivi o delle lotterie che hanno avuto come premi dei buoni da spendere nei negozi della frazione. Ma servirebbe una maggiore capacità di programmazione, che significa anche risorse certe, da parte del Comune, già a inizio anno, alle quali aggiungere quelle messe in campo dagli esercenti. Ma tornando al capoluogo, anche la decisione, del Comune, di eliminare i gazebo dal centro non sembra favorire l’accoglienza turistica. «Tutto l’arredo urbano - dice Gloria Faragli - influisce sulla capacità di accogliere i turisti oltre che sulla qualità della vita dei residenti. Ci ha colpito molto la modalità di questa decisione, visto che la modifica del regolamento comunale vigente è stata portata in consiglio comunale senza che avessimo avuto alcuna informazione». L’auspicio di Confesercenti è che ci siano spazi per il confronto per «condividere alcune scelte che possono costituire una soluzione per far vivere questa città un po’ in tutto l'anno, come deve essere per una destinazione turistica». (e.p.)

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