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Il Pd fa appello al difensore civico: "Parità di genere non rispettata"

di Enrico Pizzi
Un momento della conferenza stampa
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Un momento della conferenza stampa

In giunta solo tre donne contro sei uomini. Il commissario Gazzetti: "La ricreazione è finita". Mascagni: "Violata la legge Delrio: spero che il sindaco non ci costringa ad andare al Tar"

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GROSSETO. «La ricreazione è finita». Un messaggio che il commissario dell’unione comunale del Partito democratico di Grosseto, Francesco Gazzetti, lancia sia alla maggioranza che governa il Comune capoluogo sia ai consiglieri e ai partiti della coalizione che avevano sostenuto Lorenzo Mascagni.

Primo atto, che vede l’opposizione di centrosinistra tutta compatta, è l’istanza al difensore civico regionale in cui si chiede di verificare che la giunta comunale nominata dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna sia conforme alle norme di legge.

La questione è la stessa che i consiglieri del Pd, della lista Mascagni e di Passione per Grosseto avevano sollevato all’indomani della nomina degli assessori e nel primo consiglio comunale di luglio: il mancato rispetto della quota minima del 40 per cento la legge Delrio riserva a ciascuno dei sessi.

La giunta comunale di Grosseto è costituita da sei assessori uomini, più il sindaco, e tre donne. E non convincono le motivazioni addotte dal sindaco, l’istruttoria che sarebbe stata fatta e che avrebbe evidenziato l’impossibilità di avere altre donne in grado di ricoprire un ruolo in giunta.

«È inverosimile – ha detto Gazzetti – e non è rispettoso delle donne grossetane».

«Il primo atto del sindaco – ha spiegato il capogruppo del Pd Lorenzo Mascagni – viola la legge Delrio, la 56 del 2014, che stabilisce che ciascuno dei due sessi sia rappresentato nella giunta nella misura di almeno il 40 per cento. È una norma cogente, la giurisprudenza ha stabilito che è vincolante. Noi l’abbiamo segnalato, ribadito nel primo consiglio comunale di luglio e abbiamo atteso, invano, una risposta da parte del sindaco che fosse anche di ravvedimento rispetto a tale violazione». In mancanza di una risposta l’opposizione ha valutato se lasciar perdere o continuare la battaglia. La scelta è stata di proseguire per ripristinare la legalità.

«L’opposizione – ha detto Mascagni – deve fare proposte, e le facciamo, deve costruire, deve raccontare l’idea che ha di città, ma deve anche vigilare affinché la legge sia rispettata».

La scelta di non ricorrere al Tar, ma di seguire una via diversa, più morbida è stata una scelta in parte determinata dal atto che il Pd grossetano era alle prese con il commissariamento e non c’erano le condizioni per decidere, ma in parte è dovuta anche alla precisa volontà di seguire una strada considerata, al momento, più opportuna.

«Noi speriamo – ha detto ancora Mascagni – che il sindaco non ci costringa ad andare avanti, la via giudiziaria la riteniamo un’extrema ratio e speriamo che non ce ne sia bisogno. Valuteremo, in base alla risposta del difensore civico e, naturalmente, alla risposta del sindaco, se proseguire sulla strada del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Non vogliamo esasperare i toni, ma condurre questa battaglia, con fermezza, per quanto possibile, nei canali politici e istituzionali. Ma non dipende solo da noi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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